
fig. 6 _ A. Mariano, Porta di Capua, c. 1234.

fig. 7 _ Catania, Castello Ursino, 1239-50. Il quadrato con torri angolari e cortile centrale, è forma tipica e mitica
dei castelli di Federico II°.
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Figlio di Enrico di Hohenstaufen e di Costanza d'Altavilla, nipote di Federico I 'il Barbarossa', Federico II nasce a Jesi nel 1194.
A quattro anni eredita l'Impero e il Regno di Sicilia. Sotto la tutela di Innocenzo III, trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Palermo,
capitale del regno normanno, già emirato arabo e coacervo di razze, lingue, culture e religioni. Nel 1209 sposa Costanza d'Aragona e riafferma
i diritti sulla Germania.
Nel 1221, tornato in Sicilia, riprende scelte già di Ruggero II a favore del Meridione e, scoperto il ruolo strategico
della Puglia anche rispetto ai territori dell'impero, nel 1223 vi trasferisce la capitale del regno, da Palermo a Foggia.
Per riorganizzarne l'assetto urbanistico e l'agricoltura, e gestirne i latifondi demaniali,
le foreste e le strutture produttive agricole e pastorali, l'Apulia è suddivisa in Capitanata, Terra di Bari, Terra d'Otranto, e Basilicata.
Città, borghi, infrastrutture viarie e difensive (anche romane e normanne) sono inserite in un sistema del quale castelli, palazzi,
'domus solaciorum' e 'masserie' sono la rete periferica di riferimento.
(Lo Statutum de reparatione castrorum, del 1241- 46, enumera 500 castelli, compresi quelli normanni.
Per la Puglia e la Basilicata 111 strutture castellari;
_ 23 castra e 28 domus nella Capitanata; _ 13 castra e 3 domus nella Terra di Bari).
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La regione diviene un crogiolo di scambi e di incroci, anche tra il patrimonio culturale classico e bizantino, la produzione romanica e la
nascente arte gotica. Apporti specifici sono delle maestranze francesi, dell'ordine dei certosini, dei proto-magistri dei cantieri svevi
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Precursore del principe rinascimentale e del moderno Stato laico, Federico II concepisce il potere da 'imperator' romano, emanato da Dio,
indipendente da quello papale.
Alla ricerca di un ordine tangibile del mondo, promuove le scienze e lo studio della natura; quindi, la matematica, l'astronomia, la filosofia,
il diritto, la letteratura, la medicina, l'igiene. Fonda lo 'studium generalie' di Napoli (1224), università statale a struttura laica;
riorganizza la Scuola medica salernitana; riunisce nella Magna Curia di Palermo i poeti della "scuola siciliana"; da origine alla letteratura
italiana in volgare.
Ma è all'architettura - alla mitica concretezza espressiva del suo linguaggio, ed alla visibilità della sua testimonianza nel trapassare delle
epoche - che Federico assegna e affida il suo complesso (moderno perché già laico) messaggio di potenza politica e civiltà.
Muore nel 1250, a Castel Fiorentino, e - nel mito - avvalora una profezia.
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fig. 8 _ Interno di una sala. Il vano centrale della finestra, profondo e rialzato di più gradini, è coperto da volta a sesto acuto.
La bifora, elegante, è fiancheggiata da sedili in pietra.
"Lo stato del nostro Regno ci è stato per molto tempo ignoto e i nostri diritti usurpati. Ora vogliamo che tutto sia chiaro alla
luce del diritto e tutto ricondotto sotto il nostro governo allo stato di giustizia".
(Ordinamento di Capua, 1222).
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