"Un quadro ... mentre è composto segue il mutamento del pensiero, quand'è finito continua a cambiare, secondo il sentimento di chi lo guarda. Un quadro vive una propria vita come una persona ... vive soltanto attraverso l'uomo che lo guarda".
Pablo Picasso
(Il principio che muove l'azione e l'idea che da forma ad un mondo invisibile lasciano sempre una traccia di sé. V.V. )
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figure 13 _ 14: Pala Brera_la metà inferiore, con particolare:
il mondo sotteso dall'ordine architettonico, con l'esedra dei personaggi. Lo sviluppo orizzontale della descrizione stempera quello verticale dell'architettura, con evidenti sottintesi contenutistici e simbolici.
L'articolazione delle figure in un contesto organico di gesti, segni e colori descrive un continuo narrativo tanto distinto quanto temperato.
La narrazione è progettata su piani diversi, per temi sempre più ravvicinati, e per tempi di lettura sempre più rallentati.
I personaggi sono presentati per gradi. Per primo, a destra, il committente: il conte di Montefeltro che, inginocchiato, con la spada in diagonale guida lo sguardo sull'apostolo a destra, a sua volta con un'asta in mano che introduce al tema della Sacra Conversazione ed allo spazio che la compone.
Le due figure, evidenziate dalle diagonali della spada e dell'asta (direzioni tra loro ortogonali), introducono al tema centrale della simmetria e dell'armonia. Ossia, alla presentazione della Madonna e del bambino.
L'introduzione è rafforzata da un altro elemento compositivo, incentrato sul braccio del conte allineato con lo sviluppo diagonale del corpo del bambino.
La figura della Madonna, centrale, immobile, le mani giunte al cielo, assorta nel proprio mistero, ferma lo spazio e annulla il tempo.
L'arretramento delle due coppie di angeli, ai lati, ne esalta la centralità figurativa, l'isolamento psicologico, la maestà del ruolo.
Anche le altre figure, apostoli ed angeli, hanno tratti fisiologici e caratteri somatici distinti ed animati, ed ogni posa è soggettiva; ma tutto è ormai sospeso e quieto.
Una spazialità intricata, tutt'altro che statica, è guidata dalle posture dei personaggi, dagli sguardi, dalle pose di braccia e gambe, mani, piedi e dita; dal disegno dei panneggi e dal composto avvicendarsi dei rilievi cromatici.
Rallentata, l'osservazione infine si sofferma; diviene più penetrante. Come in un nastro di Moebius, la lettura diviene analisi e il dettaglio allontana dalla complessità dell'insieme.
Tappeti, armature, tessuti, ermellini, diademi, croci, anelli, corone, fregi, borchie, ciondoli, pendagli, libri, ... cinture, gioie e preziosità le più diverse, elaborate e ricche - alternate a vesti lacerate ed a costati piagati - richiamano a collegamenti complessi, a relazioni celate, a contenuti quasi nascosti, a metafore e allegorie mitologiche e alchemiche; un mondo di memorie e di immagini mitiche, il cui valore simbolico ed esoterico implica la conoscenza di tradizioni millenarie e la cultura di un mondo umanistico alle soglie di un sapere ormai davvero moderno.
Appendice ad "Architettura e Psiche", in sintesi
Lo sviluppo orizzontale della metà inferiore della Sacra Conversazione, con la simmetria delle figure dispiegate per l'intero piano della rappresentazione, esprime la proiezione dell'Archetipo della Totalità (del creato); così come l'immagine della Vergine, interiorizzata, raccolta nel proprio mondo interiore, rappresenta l'Archetipo del Sé. Al centro di una risorgente architettura classica, composta e serena, come perla appesa alla propria conchiglia, sovrasta il segno - sospeso e pendente (immanente e inquietante) - dell'anelito della psiche alla perfezione, origine e proiezione dell'Archetipo della Divinità.
Valter Vannelli / 1.1.2009
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