Valter Vannelli / index _ 2010, 9 / ROMA, ARCHITETTURA E STORIA DELLA CITTA' _ ROME, ARCHITECTURE AND URBAN DESIGN / The urban history of Rome _ (Indice dei siti: 1 _ index / pubblicazioni, curriculum, antologia, cartografia, didattica)
1_Roma dal Vittoriano / l'area archeologica centrale; 2_Roma dal Gianicolo; 3_Piazza dell'Esedra; 4_Roma dal Vittoriano / 
	il centro storico dal Gesù a S.Pietro / 5_il Gianicolo da Ponte Sisto / 6_Piazza Navona, palazzo Pamphili / 7_Palazzo Spada / 
	8_Piazza del popolo / 9_Piazza di Spagna _ (Fotomontaggi dell'autore, da immagini ad alta risoluzione, 2007_09)

_ Architettura e Psiche
_ Piero della Francesca, Pala Brera
_ Roma Sistina, affresco vaticano
_ Roma, Santa Costanza
_ Gerusalemme, Moschea di Omar,    Cupola della Roccia
_ Gerusalemme, Muro del Pianto
_ Gerusalemme, Santo Sepolcro
_ Cordoba, Moschea, Mezquita
_ Andria, Castel del Monte

Pubblicazioni
Curriculum
Antologia
Cartografia
Didattica
 
Facoltà di Architettura:   L'Aquila, Bari, Cesena, Ferrara, Firenze, Genova, Milano1, Milano2, Napoli1, Reggio Calabria, Roma1_Valle Giulia, Roma1_L.Quaroni, Uniroma3, Torino, Trieste, IUAV-Venezia

   MAXXI (?)
   Casa di Raffaello / Spina dei Borghi
   Randaran
   struttura piramidale di numeri 1


Valter Vannelli / index
Roma, Architettura

 
Cataloghi:   OPAC-Indice SBN, Arch. Centrale d.Stato, Arch.d.Stato Roma, Arch.Storico Capitolino, Fond.Marco Besso, Biblioteca Hertziana Max-Planck, Senato, Camera deputati, BAV_Bibl.Ap.Vat.

su GOOGLE / roma architettura   questa pagina è la prima di circa   2.110.000  (15.2.2007)
su VIRGILIO / roma architettura  questa pagina è la terza di circa  3.914.000  (19.2.2007)
su AOL / roma architettura  questa pagina è la prima (5.3.2007)
su GOOGLE / roma architettura   questa pagina è la sesta di circa    6.060.000  (15.3.2010)
su GOOGLE / "roma architettura"   questa pagina è la prima di              11.200  (15.3.2010)
www.valtervannelli.it : Statistiche WEBALIZER
google / vedi:  "Valter Vannelli" AND libri                     vedi Libri editi nel 2010

Quale paese, dove si spengono talento e speranze, e si sperpera il futuro? segue

Ed. 2010 / 9 _ _ risol. min.: 1024 x 768
Index
Pubblicazioni
Curriculum
antologia
Cartografia
Didattica
copyright
credits

Roma

Piazza Venezia
_  documenti d'archivio
_  saggio (e documenti)
La Grande Roma
Tridente, Piazza del Popolo
_ Campo Marzio
Foro Romano
Pantheon
Piani Regolatori
Roma architettura
_  caratteri fondativi
Esquilino, P.za Vittorio
Prati di Castello
Testaccio
Ostia Antica
Porto Ripetta 1880
Piazza Barberini, 1884
Roma_disegni dal vero 1952-54
San Pietro in Vaticano
_  disegni d'archivio
_  immagini d'oggi
Roma, Stato e Santa Sede
_  Spina dei Borghi, Questione
    Romana, Conciliazione

_  Concordato del 1929, leggi raziali e disegno urbano
_  Cupola della Sinagoga, 1931-IX
_  Piero Calamandrei, su Art. 7 del Concordato, 1947
Lo Stato e le opere edilizie per la Capitale (dib.parlamentare1881)
_ Adolfo Sanguinetti
_ Emanuele Ruspoli
_ Toscanelli _ Oliva
_ Berti _ Crispi
_ Quintino Sella
Roma / autori
Marcello Piacentini
Arnaldo Brasini
Roma barocca
Bernini / Sant'Andrea
Borromini / San Carlino
Borromini / S.Ivo (Sapienza)
Bramante / S.Pietro a Montorio
Della Porta /Fontana Tartarughe
Roma immagini
_ Campidoglio e contesto
_ Pantheon, S.Ivo, Navona
_ Piazza e palazzo Farnese
_ Falconieri, Giulia, Spada
_ Esedra e St.M.d.Angeli
_ Terme di Diocleziano
Roma Anni 2000
_ Mayer, Jubilee church
Altri luoghi
Provenza _ Costa Azzurra
Avignon
Abruzzo
Venezia
Firenze
Pescia
Prato
Arezzo
Altre cartelle
Giorgione
Tao
Roma dal Gianicolo
Roma dal Vittoriano
 
Didattica e ricerca

Professore dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma, dal 1972 al 2001 insegna Progettazione nella Facoltà di Architettura / Dipartimento di Storia, Restauro e Conservazione dei beni architettonici. Ricerca e didattica sono fondate sulla conoscenza della storia urbana come metodo per progettare la città. Dagli anni ' 70 si dedica alla documentazione, lettura e analisi dei rapporti tra la città dei papi e Roma contemporanea.
Libri e saggi su Roma  ed altri argomenti di architettura sono reperibili in biblioteche centrali, archivi di stato, accademie, fondazioni culturali, facoltà e dipartimenti di discipline diverse (la Bibliotheque Nationale de France, l'Apostolica Vaticana, le universitarie della Sorbona, dell'Alessandrina, di Oxford, Harvard, British Columbia, California, Yale, Montreal, Basilea, Barcellona, Berlin, Heidelberg, Zurich, Milano, Venezia, il Servizio Bibliotecario Nazionale / ICCU, la Biblioteca del Congresso di Washington, l'Hertziana Max-Planck-Institut fur Kunstgeschischte, le biblioteche del Senato e della Camera dei Deputati ... ), i cui cataloghi - alle voci: Roma / architettura, urbanistica, storia moderna e contemporanea, archeologia e storia dell'arte, economia, sociologia, geografia urbana ... - sono accessibili anche con Internet.
OPAC_SBN / indice analitico, 14 schede
segue in "Curriculum"


   I siti / titoli e contenuti

Index _ Attività e contenuti / cenni
Pubblicazioni _ Libri e saggi / dati, testi con illustrazioni, documenti / cataloghi / indici dei libri e dei nomi (24 pp.)
Curriculum _ ricerca, didattica / cenni (1 p.)
Antologia _ da: Parole e immagini d'ieri ed oggi, Edizioni Kappa, Roma 2002; versi, disegni / GRAFICA e fotocomposizioni (6 pp. e tav. con illustrazioni)
Cartografia _ Roma, il centro storico / documenti, stampe, immagini dal vero (8 pp. e tav. con illustrazioni)
Didattica _ programmi, disegni, progetti, tesi di laurea in progettazione architettonica (6 pp. e tav. con illustrazioni)
Città, ambiente e architettura _ documenti, disegni, riduzioni da foto digitali di Venezia, Firenze, Roma, Avignon, Cap d'Antibes, Provenza, Abruzzo, Arezzo, Prato, Pescia ...
In preparazione: Lucca, Pisa, Volterra.


Al 19 marzo 2010:  circa 120 cartelle, 3.600 file, 600 MB.


Roma, via Giulia / Progetto per una struttura espositiva. Tesi di laurea di Paola Marchetti. UniRoma 2001 _ Relatore prof. V. Vannelli Roma, via Giulia _ tesi di laurea di  Paola Marchetti, 2001
(relatore: Prof.V.Vannelli)
 
ROMA _ libri

ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA LIBERALE Il centro urbano. Roma 1979
_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA FASCISTA Il centro urbano. Roma 1981
_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_La città tra memoria e progetto Il centro urbano. Roma 1998
_ dati, cataloghi, indici dei nomi
ROMA, ARCHITETTURA_Da città dei papi a capitale d'Italia Il centro urbano. Id. 2001
_ dati, cataloghi, indici dei nomi
MARCELLO PIACENTINI E LA GRANDE ROMA _ Saggi 1981-2009,   2010

ROMA _ saggi sul centro storico

_ ROMA, CARATTERI FONDATIVI DELLA CITTA' DEI PAPI ALLA VIGILIA DELL'UNITA'.
    Il Tevere, il tridente e il tessuto di Campo Marzio

_ RIFERIMENTI SISTINI NELL'IMPIANTO URBANO DI ROMA CAPITALE
_ S.CARLO AI CATINARI: chiesa e cupola in un organismo centrale con assi differenziati

_ LA SPINA DEI BORGHI DOPO L'UNITA, Dibattiti, progetti e Questione Romana
_ LA SISTEMAZIONE DEI BORGHI A FINE '800, premesse su via della Conciliazione
_ L'ESEDRA DI TERMINI, UN PROGETTO PER LA CITTA'
_ ISOLAMENTO DEL CAMPIDOGLIO, preesistenze e trasformazioni degli anni Trenta
_ LE CASE DEI MERCATI TRAIANEI, premesse su via dei Fori Imperiali

_ LA GRANDE ROMA, dibattiti, progetti, protagonisti: Marcello Piacentini
    continua, con dati, in: Pubblicazioni / Saggi

Altre pubblicazioni

_ CONSIDERAZIONI SUL LINGUAGGIO ARCHITETTONICO , Roma 1968 _ (saggi)
_ L'ARCHITETTURA DEL FERRO: LA FRANCIA, 1930-1889
    in AAVV, "idem, 1715-1914", Bulzoni, Roma 1973
_ ROMA / PROBLEMI E METODI _ Corso di Progettazione architettonica
   Quaderni, 1984_1999 ( IX ed )
_ ANALISI DEL CONTESTO URBANO _ IL TESTACCIO, Roma 1974,  con assistenti del Corso
_ LETTURA / PROGETTAZIONEdel contesto urbano Ostiense di Roma, Roma 1975,
   con assistenti del Corso
_  PAROLE E IMMAGINI d'ieri ed oggi _ Edizioni Kappa, Roma 2002
_ 1946 E DINTORNI, immagini della memoria _ Iride Edizioni, 2006
_ ARCHITETTURA E PSICHE _ Introspezione sulle immagini permanenti e sui caratteri fondamentali del progetto _ Edizioni Kappa, Roma 2008 _ sfoglia le prime pagine
_ PER ORME E SASSI, parole e immagini, 2  e-book, 2010  
Vedi su LULU, 2010
_ ARCHITETTURA DEL FERRO, LA FRANCIA, 1930-1889, Seconda edizione, 2010
Vedi su LULU, 2010


Citazioni, da Google Ricerca Libri:

- W.Tronzo, St: Peter's in the Vatican, Cambridge University Press, 2005
- Terry Kirk, The Architecture of Modern Italy: The Challenge of Tradition 1750-1900,          Princeton Architectural Press, N.Y., 2005
- Thomas Hill, Planning Europe's Capital Cities: Aspects of Nineteenth-century Urban Development, Alexandrine Press, Oxford (UK), 1997, reprinted 1999
_ Giuseppe Talamo, Gaetano Bonetta, "Roma nel novecento: da Giolitti alla Repubblica",      Istituto Nazionale di Studi Romani, Cappelli 1987
_ Wikipedia  alla voce "Grande Raccordo Anulare", bibliografia
segue in: Pubblicazioni / Saggi

Altre, di  "Valter Vannelli" in Google ricerca Libri
Roma ROMA - Pagina 73
di Duncan Garwood, Abigail Hole - 2008 - 370 pagine


Da città dei papi a capitale d'Italia, di Valter Vannelli (Kappa, Roma 2001)
Raccolta di saggi sull'architettura della città scritti da un docente ...

Libri editi su LULU, 2010
immagine














































Gateway to Library Catalogs Z39.50 Gateway

Biblioteque Nationale de France (BnF)
A_Die Deutsche Biblioteck
British Library Publich Catalogue

Library of Congress - Washington

Columbia University _ N.Y.
Yale University

BSZ - Sudwestdeutsschen Bibliotheksverbundes
Ruprecht-Karls Universitat Heidelberg
Zurich, Zentralbibliotek

Université catholique de Louvain (Belgium)
Italia / ICCU_OPAC SBN Z39.50
Venezia, IUAV / Istituto Universitario di Architettura

Roma, Università degli Studi "La Sapienza"

 

             ROMA: dalle pubblicazioni

      
     PIAZZA VENEZIA, analisi morfologica
     La piazza, il monumento, il Campidoglio: matrici delle sistemazioni

    I criteri progettuali adottati per isolare il Campidoglio, a cominciare da piazza Venezia - per decenni il centro delle sistemazioni da fare tra il colle e la città - seguono le mutazioni di ruolo del monumento e distinguono tre periodi.
    Il primo periodo: fine '800, e poco oltre.
     - 1870: piazza Venezia è uno dei nodi strutturali della città dei papi 
(fig. 1). Il Corso è tangente alla piazza, di fronte al palazzo Venezia; il suo segno si scompone negli spazi, diversi e omologabili, di piazza Venezia e di via del Gesù. La piazza non è simmetrica; il suo spazio rifluisce in quello di piazza S.Marco, con un sistema diagonale emisimmetrico rispetto a quello formato dal palazzo e dal palazzetto Venezia. Alla base del Campidoglio il segno del Corso continua per via Cremona e si dirama per via Giulio Romano.
- 1882: i collegamenti tra il centro, via Nazionale, via Cavour e i servizi oltre il Foro Boario investono le pendici del Campidoglio 
(fig. 2). Si prevede di ristrutturare la piazza in asse al Corso, di allargarla a scapito del palazzo Torlonia, e di collegarla con via Cavour. Il fronte della piazza su via Cavour in apparenza è simmetrico: ... .
A questa data, caratteri e ruoli di piazza Venezia sono quelli di uno spazio urbano notevole per posizione, ma non diverso da altri della città. ... .
- Dicembre 1882: la decisione di realizzare il monumento a ridosso del Campidoglio induce a definire il carattere rappresentativo della piazza. Il ruolo istituzionale assegnato al contesto, unico ed eccezionale nel disegno della città, ne impone la unitarietà e regolarità dello spazio e la nobiltà dei caratteri tipologici e formali. ... . Il piano del 1883 viene corretto per annullare la specularità apparente ... e per sostituirla con un disegno regolare, assiale e simmetrico rispetto al Corso ed al monumento 
(fig. 3). Il disegno lascia intendere come la dimensione monumentale della impresa induca a limitare le trasformazioni ... .
- 1893: si pone il problema della regolarità planimetrica della piazza 
(fig. 4), e dell'inquadratura simmetrica del Monumento dall'asse del Corso, sull'intersezione con la via Nazionale  (fig. 5).
Il palazzetto Venezia, quasi cancellato dalla nuova piazza, è riproposto per la parte residua in modo da inquadrare il Monumento con angoli simmetrici rispetto all'asse del Corso. La linea che nella stessa inquadratura definisce la tangente sinistra al monumento diviene, deviata da quello, l'asse del collegamento con via Cavour. Tessuto e dimensioni del collegamento hanno caratteri simili ad un tratto di via Cola di Rienzo, in costruzione.
- 1897: il palazzetto Venezia è allineato sul fronte del palazzo omonimo, lungo la piazza, in modo speculare rispetto al palazzo Torlonia
(fig. 6)  e  (fig. 7); l'ipotesi di inquadrare il monumento in modo rigorosamente simmetrico è confermata, ma il punto di vista è arretrato verso lo sbocco del Corso.

  continua

  Piazza Venezia, 1900 c. (foto Alinari)

  La Grande Roma, 1925

 

             ROMA: dalle pubblicazioni

      
LA GRANDE ROMA

La Grande Roma _ dibattiti, progetti, protagonisti dell’architettura: Marcello Piacentini

Quando alla vigilia del Governatorato, ottobre 1925, ... Piacentini presenta al Capo del Governo il programma per La Grande Roma, l’architetto ancora non è stato oggetto di giudizio, con condanna per plagio, né Mussolini partecipa ancora - da proprietario, con latifondisti dell’aristocrazia romana ed altri - ad un Consorzio di bonifica di alcune tenute lungo l’Ostiense, tra Roma e il mare . Per quanto estranei ai dibattiti culturali, i due fatti segnano tuttavia un flesso nelle scelte etiche e nel comportamento sia dell’uomo di cultura, sia dell’uomo politico; e le vicende per il ‘rinnovamento’ della capitale ne mostrano incidenze e riflessi. Le ripercussioni le ritroviamo poco dopo, sia nell’inversione di rotta di Piacentini rispetto al disegno proposto per la città nel 1925, sia nella politica del Governatorato per Roma e l’Agro romano.
Il programma per "La grande Roma" esprime difatti, nel merito delle scelte urbane, cultura e indipendenza di giudizio. Il piano e le relazioni che lo accompagnano sono coerenti con studi, con proposte e dibattiti del dopoguerra e danno una previsione ordinata degli sviluppi della città
(figg. 1, 2)  una previsione non suffragata da teorie davvero determinate e tuttavia fondata su un’espansione già aperta e direzionata del territorio urbano, di significato assai diverso dalle proposte e dalle partecipazioni che negli anni successivi vedono lo stesso autore contraddire principi e intenti. Il nucleo delle proposte di Piacentini risale ai suoi studi pubblicati nel ’16 in un volume a cura dell’Associazione Artistica tra i Cultori di Architettura. Il fine, già allora, è di preservare il centro storico da "quello che si fece dopo il ’70: si volle mantenere l’antico centro e si devastò, si tagliò, si demolì … Per ingrandirla tre volte l’abbiamo quasi rovinata! Domani per ingrandirla quattro volte più di quella che è oggi la rovineremo del tutto"; e ancora, "Per carità, fermiamoci; siamo in tempo, ma guai se si fa un altro passo". Questo scriveva Piacentini nel ’16 e queste alcune frasi che egli cita di nuovo, con altre, in La Grande Roma del 1925.
… I volumi costituiscono l’assemblaggio di contributi diversi: dagli studi della commissione per la riforma del piano rgolatore del 1924, che recepiscono le proposte di Piacentini per "un nuovo e grande centro cittadino", a progetti di architetti, ingegneri e professori di disegno dell’architettura. Documenti, relazioni, progetti e immagini tendono a prefigurare in un potenziale disegno d’insieme la capitale voluta dal capo del governo
(figg. 3 -14). Il fine è di esemplificare e suggerire le opere che meglio potranno concorrere a realizzare l’immagine di Roma fascista; insieme all’operatività del programma, il fine personale di Piacentini è di suggerire a Mussolini il proprio nome come quello del coordinatore ed esecutore delle trasformazioni più importanti per il nuovo assetto della città. ... Per il centro storico di Roma, si vuole superare la contrapposizione tra gli interventi graduali e quelli globali, già posti in alternativa dalla commissione del 1924. Sul metodo, l’iniziativa tende ad ottenere il riconoscimento del ruolo offerto dall’autore sia nella mediazione tra le istituzioni politiche e le strutture economiche della capitale, sia del suo ruolo di garante tra le categorie professionali, delle quali si pone a capifila come leader e caposcuola. Di seguito a quanto affermato nel 1916, Piacentini sollecita di spostare le strutture direzionali dalla città storica nell’area di Termini; allo scopo propone di arretrare la stazione centrale oltre la porta Prenestina e ridisegna, in una visione d’insieme organica e fortemente decentralizzata, i rapporti tra ‘città vecchia’, ‘città nuova’ e ‘città futura’. … Il centro urbano è sollevato, in parte, dalle funzioni di attraversamento. Per non ripetere gli errori dell’epoca liberale, le nuove comunicazioni interne dovranno essere realizzate insieme all’ ‘ASSE’ costituito dai nuovi centri sui quali – da porta Maggiore al Flaminio, in sostituzione di piazza Venezia e piazza Colonna – si attesteranno come su un sistema continuo i nuovi quartieri settentrionali e le future espansioni. L’arretramento della stazione Termini fuori delle mura aureliane, la sostituzione del parco ferroviario con una struttura direzionale, la convergenza di due grandi direttrici esterne ai rioni ed ai quartieri dell’era liberale sulla nuova stazione fuori porta Maggiore, danno respiro e possibilità di recupero alla città storica e ne rivalutano l’assetto che per concisione è chiamato sistino. Fuori delle mura il programma preordina condizioni di sviluppo generiche, ma potenzialmente salutari, adeguabili e gestibili nel tempo. Più che di un generico tecnico d’urbanistica, quale apparirà il piano del 1931, il programma di Piacentini del 1925 esprime le qualità di un architetto cosciente del potenziale linguistico insito in ogni disegno che ragionevolmente prefiguri e relazioni uno sviluppo urbano qualificato e possibile.

   continua

   v.v./2001

 








ROMA ANNI '50
disegni dal vero, 1952_54

 
 
 



da   Antologia

Come luce

Forma del pensiero,
segno e accento di vita
che scuote le fronde
ed in nuove armonie
i voli e le onde ricompone,
sorge come luce la parola
e si disperde
dal fondo dell'anima.


Ritorno

Vorrei perdermi
tra gli odori d'estate,
all'ombra del tuo seno
nel ventre che avvolge il mistero
che dà vita alla vita.


... figure fragili

Del vento la voce,
del sole la luce,
del mare il canto,
tra zoccoli di cavalli
scalpitanti su aspre
rocce roventi
ed eriche fragranti,
conosco.
Si scopre il mondo
presto al mattino
e l'anima dà certezza
di sé e delle cose.
Del filo all'altro capo,
figure fragili, sottili
come segni di vento,
sfiorano la sabbiadel lido.
Qui ora di me
più cose intendo,
non il perchè.


da:  Valter Vannelli
"Parole e immagini, d'ieri ed oggi."
Roma 2002











Book Web Shop

Amazon.com
iSB_internet BOOK SHOP Libreriauniversitaria.it Unilibro
Feltrinelli
 

             Architettura e Storia della città

Concordato - ART. 7: STORIA QUASI SEGRETA DI UNA DISCUSSIONE E DI UN VOTO

di Piero Calamandrei, 1947

(Note di un protagonista laico sulla discussione tenuta in sede di Assemblea costituente in merito al Concordato, e sul voto con il quale nel 1947 cattolici e comunisti, a grande maggioranza, approvano l'art. 7 della Costituzione).

     Per capire quali sono stati i veri motivi che hanno portato all'approvazione a grande maggioranza, coll'appoggio dei comunisti, dell'art. 7 della costituzione (o anche, più modestamente, per capire quanto sia difficile arrivare a capire dal di fuori questi veri motivi) non bisogna cercare la spiegazione nella teatrale parata oratoria che nelle sedute plenarie dell'assemblea costituente, dal 4 al 25 marzo 1947, ha preceduto quel voto; ma bisogna risalire alle discussioni preparatorie, appartate e spoglie di pubblicità e di solennità (più che discussioni, conversazioni e contrattazioni intercorse, "de plano et sine strepitu", tra brava gente seduta allo stesso tavolino), che hanno preso le mosse dalla prima sottocommissione (sedute del 21 novembre e 18 dicembre 1946), sono passate attraverso la commissione dei Settantacinque (seduta del 23 gennaio 1947) e solo alla fine sono sboccate, per il solenne collaudo, all'assemblea plenaria.
     E' noto, infatti, che gli articoli del progetto di costituzione sottoposto all'approvazione della costituente non sono usciti tutti in un colpo da un'unica ispirazione e da un proposito concorde; ma sono stati faticosamente aggiustati ad uno ad uno per graduali approssimazioni, attraverso una serie di contrasti, di adattamenti e di ritocchi, fino a trovare il punto di incontro e di equilibrio tra esigenze e ideologie divergenti e spesso antitetiche.
     La discussione dalla quale è nata, nella prima sottocommissione, la formula dell'art. 5 (che è poi passata quasi immutata nell'art. 7 della costituzione) porta nei resoconti parlamentari questo titolo piuttosto scolorito e scolastico: "Discussione sullo Stato come ordinamento giuridico, e i suoi rapporti con gli altri ordinamenti". Ma in realtà il "punctum pruriens" che si nascondeva dietro questa intitolazione anodina era quello delle relazioni tra Stato e Chiesa; e proprio in vista di questa questione scottante la democrazia cristiana aveva abilmente concentrato in questa prima sotto - commissione, composta in tutto di diciotto deputati, i suoi rappresentanti più qualificati per destrezza parlamentare, come il presidente della stessa sottocommissione avvocato Tupini, o per dottrina giuridica e fervore religioso, come i professori Dossetti, La Pira, Moro e Caristia, e gli avvocati Corsanego e Merlin.
     Di fronte a questa compatta pattuglia democristiana (sette su diciotto, col vantaggio del presidente) i comunisti erano soltanto tre: Marchesi, Togliatti e la deputatessa Iotti; buoni ma pochi. Gli altri otto appartenevano a tutti gli altri partiti messi insieme: i socialisti Amadei, Basso e Mancini; il repubblicano De Vita; il demolaburista Cevolotto; i liberali Grassi e Lucifero; il qualunquista Mastroianni.
     E' facile intendere come in questo frazionamento di tendenze eterogenee, il gruppo cattolico, col suo fervente zelo e la sua raffinata abilità manovriera, fosse riuscito a ottenere fino dalla partenza un netto vantaggio sul gruppo che si può chiamare, per intenderci, «laicista» il quale, non potendo contare sui due liberali e sul qualunquista (che, sommandosi coi democristiani, bastavano a formar la maggioranza: dieci su diciotto), si riduceva, anche se i comunisti avessero fatto blocco con esso, a otto su diciotto. In realtà i tre comunisti, fino dall'inizio dei lavori della sottocommissione, fecero parte a sé: e nel contrasto tra le due tendenze, quella confessionale, di cui fu relatore il deputato Dossetti, e quella laicista, di cui fu relatore il deputato Cevolotto, assunsero, specialmente per bocca di Togliatti, una posizione, si direbbe, di centro.

  continua

             Architettura e Storia della città


1929: UN TRATTATO ANCOR PIU' SEGRETO


di Valter Vannelli, 1981

immagine
  da: V.V., "Economia dell'Architettura in Roma fascista"
  Roma, 1981, pp. 134-150
  continua

Città, Ambiente e Architettura

       Venezia S. Marco
       Avignon Palazzo dei papi
       Provence Costa Azzura
       Abruzzo Paesaggio
       Roma Pantheon

a_pellegrini.jpg    ROMA ANNI '50
    Cupola della chiesa dei Pellegrini


    disegni dal vero, 1952_54

gondola_2.jpg     città / immagini
    Venezia    _ con c. 24 foto
    Firenze     _ con c. 40 foto
    Pescia       _ con c. 18 foto
    Prato         _ con c. 16 foto

sapienza_2.jpg      Ai miei studenti
   Sapere di voi è ancora un piacere!
    vv@valtervannelli.it

    Per gli elaborati cercare in "didattica",
    o, su GOOGLE: "nome" e "vannelli"





Storia / Documenti

da: V. Vannelli, ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA
IN ROMA FASCISTA, 1981:


Ruolo del Concordato del 1929 nel disegno urbano e nelle leggi raziali
_ Gli altri culti esistenti non sono tollerati conformemente alle leggi; genesi di una determinazione raziale

Lettera del Rabbino Capo della Comunità israelitica di Roma a S.E. B. Mussolini, Capo del Governo, del 7 aprile 1931, IX
_ sulla soppressione della cupola della nuova Sinagoga di Roma

Lettera di Carlo Sforza a Vittorio Emanuele, 1942
_ frontespizio del carteggio
_ e nota informativa del 10.XI.1942, XXI° _ (7 fogli, dal 079643 al 079649, Archivio Centrale dello Stato, ACS, Segr.Part. Duce, Cart.Ris., b.99, N.X/R s.f. Sforza Carlo)


Relazione del Governatore al Capo del Governo, sul bombardamento di Roma
19 luglio 1943

ACS, SPD, CO, b.65, f. 500.19/IV, 1942 - 43.

Da altre fonti:

- sul Concordato:

Piero Calamandrei, "Art. 7: Storia quasi segreta di una discussione e di un voto", 1947

- su Casa Savoia e l'Italia: Filippo Mazzonis, "La Monarchia e il Risorgimento", il Mulino, Bologna 2003

- su Chiesa e Stato:
Andrea Riccardi, "Pio XII e Alcide De Gasperi, Una storia segreta", Laterza, Roma-Bari 2003


Sul 1943 - 1945, recenti

- Giampaolo Pansa, "Il sangue dei vinti", Sperling $ Kupfer 2003
- idem, "La notte dei fuochi", Sperling $ Kupfer 2004
- Gianni Oliva, "Le tre italie del 1943", Mondadori 2004
- Guido Knopp, "Tedeschi in fuga", Corbaccio, 2004 - Raffaello Uboldi, "25 aprile 1945", Mondadori 2004
- Gabriella Fanello Marcucci, "Il primo govrno De Gasperi", Rubbettino 2004

sapienza_2

Il carattere è il destino    (Eraclito)

"... quello che veramente mi ha nutrito, per tutti questi anni, è il mio Daimon.
Dopotutto, cos'altro è che ci tiene veramente vivi?"


(J.Hillman, Il piacere di pensare, Milano 2001)

"Chi può davvero sapere? Chi può affermare certezze? Da dove viene il creato? Forse si é formato da solo, o forse no. Colui che osserva dall'alto dei cieli, solo lui sa. O forse non sa affatto".

(Rigveda, 1500 a.C.)
             La citazione


   "Un viaggiatore", ricordò il poeta Abdalmalik, "parla di un albero i cui frutti sono verdi uccelli. Meno mi costa credere a ciò che a rose con caratteri".
  "Il colore degli uccelli" disse Averroè "sembra facilitare il prodigio. Inoltre, frutti e uccelli appartengono al mondo naturale, ma la scrittura è un'arte.

  Passare da foglia a uccello è più facile che da rose a caratteri".







   Jorge Luis Borges, "L'Aleph", Mondadori, IV ed. p. 78.

             Da Antologia


   Sono nato nel 1931 in Toscana, quando c'era la campagna, c'erano i grilli e le lucciole, e d'estate tra profumi di frutta le cicale stordivano i sordi. Mi sono accorto di me scoprendo il cielo dal giardino di una piccola casa, a Pescia, tra una collina verde d'ulivi e la vista aperta, oltre gli orti di un convento, sulle ultime case della città, a valle del fiume.
  C 'era luce, silenzio, pace.    ....    Del dopo ricordo la noia della scuola, la tristezza dei collegi, i traslochi, le angustie di mia madre, la guerra, gli sfollamenti. Ma anche il verde e i silenzi della montagna, le corse tra i viottoli e i fossi della piana; e le scorribande nei frutteti, tra i soldati tedeschi, i cannoneggiamenti, il passaggio del fronte, l'attesa e l'arrivo rumoroso e felice degli americani.


da V. V.  "PAROLE E IMMAGINI d'ieri ed oggi", Roma 2002



A un anno dalla fine di un conflitto mondiale, dalle sue crudeltà, paure e sofferenze, e dalle speranze e delusioni del dopo, le ferite più profonde erano quelle della pace. Anche per Luca. Lui, a maggio, aveva compiuto quindici anni. Non era più un ragazzo. Dopo i collegi, i traslochi e gli sfollamenti con la madre e il fratello, c’era stata la guerra vissuta da vicino; quella tra gli alleati bloccati nella piana lungo l’Arno e i tedeschi trincerati sulla linea gotica; e l’altra, quella civile, senza un fronte e senza tregua, tra fascisti e antifascisti ... . Da qualche tempo, e non solo di giorno, avvertiva turbamenti e scombussolamenti, tanto lucidi da esserne cosciente anche nel sonno. Erano il segno che stava crescendo e cambiando, nel fisico e nella mente; e che, come tutto intorno a lui, doveva aspettare.

da:  V. V., 1946 E DINTORNI, immagini della memoria, Iride-Rubbettino, 2006



Vigilia

Come onda che infranta s'acquieta,
ed echi di suoni lontani
le ombre cedono
al nulla della notte.

v. v. ' 05


A sera

Rimpiango, d'allora,
i sentimenti portati per mano,
le parole dette con gli occhi,
il sottile vitale tormento,
un mattino di luce,
di una attesa perduta.

v. v. ' 07




Si fa sera

Parole altre non ho, ma gioie e pene
e slanci brevi che l'età trattiene;
bene ne venne dal seguir l'amica voce
che dal profondo tuttora proviene.

Parole altre non so, ma so di sogni
che sciamano alti, voli da falene,
poi che i passi frenai e stanchi lasciai
i nervi e l'ossa, che il vigor trattiene.

I nervi e l'ossa, poi che animo e mente
ribelli all'angoscia mai trovan quiete
e mai cedono dal cercare il vero,
principio e fine di tanto mistero.

v. v. ' 07





Quale dio

Quale dio, quale senso di noi resta
se di sé la memoria ha fine.
Scuote l'angoscia, sordo un rancore
dal profondo sale e l'anima raggela.
Che siamo, cosa mai ci attende
se dalla meta a un passo
di un cielo dimentico di sé
nulla di più sappiamo.

v. v. ' 09



L'età preme

L'età preme e spaventa il peggio,
il non aver trovato il nesso
in una vita che fugge via,
il distacco da ogni nostalgia.

v. v. ' 09




Randaran

Cielo, terra, acque,
dei e semidei, dèmoni e profeti,
al mio fringuello che più non veleggia
fuori dalle brache
e, come tutto di sè,
d'ogni vigor svilito
trabocca di rabbia repressa,
se dare vita e gioie ha un senso
a chi la mente e il cuore guida,
per un tocco di speranza,
ditelo con me: Ave, fratello.

v. v. ' 09



Ernesta

Io, come te, giunti dove siamo,
ti rivivo come un tempo,
geloso di scoprire
che mi sorprendi ancora.

v. v. agosto ' 09



vv '10 / struttura piramidale di numeri 1


| a capo | PUBBLICAZIONI | CURRICULUM | ANTOLOGIA | CARTOGRAFIA | DIDATTICA |

 
vv@valtervannelli.it

Valter Vannelli_index | Roma 2010 | su Register dal marzo 2002

edizione 01.09.2010

Statistiche per www.valtervannelli.it
Generated by Webalizer Version 2.01.
(dal 3 marzo 2006)

immagine