05.04.2012,  SPREAD = 369,88 - Gli imponibili di 10 contribuenti sommano quelli d'altri 3 milioni. Varrebbe decretare una patrimoniale e frenare fallimenti e disoccupazione, anche rimborsando i debiti dello Stato. Ma questo paese non è né liberale, né sociale.    . . .   . . .   . . .   . . .   . . .   . . . 14.02.2013, "8,30", La7 _ L'On. Enrico Letta dice che versa al partito 1.500 euro al mese. I cittadini normali non lo possono fare; e si chiedono in cosa tale metodo differisca da altre prerogative autoreferenziali adottate a dispetto del rapporto sociale e a scapito del bene comune. E magari i partiti si fossero limitati a questo.



Razza di Caino
il potere che si arroga diritti che non ha ...

segue


Quale paese, dove si spengono talento e speranze, e si sperpera il futuro?
... dove mentalità e costumi, pubblici e privati, favoriscono delinquenza, malaffare, evasione ed altre ruberie; e le persone, non meno le anziane, sono vessate in modo demenziale e malvagio?

segue
  1_Roma dal Vittoriano / l'area archeologica centrale; 2_Roma dal Gianicolo; 3_Piazza dell'Esedra; 4_Roma dal Vittoriano / 
	il centro storico dal Gesù a S.Pietro / 5_il Gianicolo da Ponte Sisto / 6_Piazza Navona, palazzo Pamphili / 7_Palazzo Spada / 
	8_Piazza del popolo / 9_Piazza di Spagna _ (Fotomontaggi dell'autore, da immagini ad alta risoluzione, 2007_09)

_ Architettura e Psiche
_ Piero della Francesca, Pala Brera
_ Roma Sistina, affresco vaticano
_ Roma, Santa Costanza
_ Gerusalemme, Moschea di Omar,
   Cupola della Roccia

_ Gerusalemme, Muro del Pianto
_ Gerusalemme, Santo Sepolcro
_ Cordoba, Moschea, Mezquita
_ Andria, Castel del Monte
_ Piero della Francesca, La Flagellazione

_ Storia / il documento
 
Facoltà di Architettura:   L'Aquila, Firenze, Genova, Milano1, Roma_Sapienza, Uniroma3, Torino, Trieste, Polo SBN-Venezia.
Cataloghi:   OPAC-Indice SBN, Arch. Centrale d.Stato, Arch.d.Stato Roma, Fond.Marco Besso, Biblioteca Hertziana Max-Planck, Senato, Camera deputati,

   Riformare l'Università / abolire gli Ordini
   Casa di Raffaello / Spina dei Borghi
   Parole
   Roma fascista, architettura _ introduzione
   Architettura degli Stati Uniti _ prefazione
   2015 / preferiti
 
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  PUBBLICAZIONI
  CURRICULUM
  ANTOLOGIA
  DIDATTICA
 
Valter Vannelli / index
Roma, Architettura e Storia della città
Rome, Architecture, Urban design, History                                                             vv@valtervannelli.it

 
Index
Pubblicazioni
Curriculum
Antologia
 
Didattica


Roma

Piazza Venezia
_  documenti d'archivio

_  saggio (e documenti)
La Grande Roma
Tridente, Piazza del Popolo
_ Campo Marzio

Foro Romano
Pantheon
Piani Regolatori
Roma architettura
_  caratteri fondativi

Roma fascista, architettura
_ introduzione

Esquilino, Piazza Vittorio
Prati di Castello
Testaccio
Ostia Antica
Porto Ripetta 1880
Piazza Barberini, 1884
Roma_disegni dal vero 1952-54
Roma_cartografia

San Pietro in Vaticano
_  disegni d'archivio
_  immagini d'oggi

Roma, Stato e Santa Sede
_  Spina dei Borghi, Questione
    Romana, Conciliazione

_  Concordato del 1929,
leggi raziali e disegno urbano

_  Cupola della Sinagoga, 1931-IX
_  Piero Calamandrei, su Art. 7
del Concordato, 1947


Lo Stato e le opere edilizie
per la Capitale

(dib. parlamentare, 1881)

_ Adolfo Sanguinetti
_ Emanuele Ruspoli
_ Toscanelli _ Oliva
_ Berti _ Crispi
_ Quintino Sella

Roma / autori
Marcello Piacentini
Arnaldo Brasini

Roma barocca
Bernini / Sant'Andrea
Borromini / San Carlino
Borromini / S.Ivo (Sapienza)
Bramante / S.Pietro a Montorio
Della Porta /Fontana Tartarughe

Roma immagini
_ Campidoglio e contesto
_ Pantheon, S.Ivo, Navona
_ Piazza e palazzo Farnese
_ Falconieri, Giulia, Spada
_ Esedra e St.M.d.Angeli
_ Terme di Diocleziano

Roma Anni 2000
_ Mayer, Jubilee church
_ MAXXI, Museo Nazionale Arti XXI Sec.
_ EUR, Palazzo dei congressi, La nuvola

Altri luoghi
Provenza _ Costa Azzurra
Avignon, Abruzzo, Venezia, Firenze, Pescia, Prato, Arezzo

Altre cartelle
Giorgione
Tao
Roma dal Gianicolo
Roma dal Vittoriano
Università e Ordini professionali

Formazione e professione,
condizioni e prospettive
...
Alcune riforme richiedono consensi sopranazionali, finanziamenti e attivazioni graduali, sperimentazioni proiettate negli anni. Altre dipendono solo dal desiderio e volontà politica di fondare istituzioni scientifiche e didattiche di livello davvero universitario, con ruolo e senso almeno europeo. Pertanto, dovrebbero tendere ad abbattere le barriere – di lingua e usanze – tuttora esistenti; barriere che in paesi come il nostro sono sinonimo di autarchia culturale, presunzioni nazionali, ignoranza delle lingue e cattivi costumi.
Allo scopo, alcuni provvedimenti si rivelerebbero innovatori e radicali:

- abolire il valore legale del titolo di studio e i rispettivi ordini professionali
- istituire la docenza itinerante e l’insegnamento in altra lingua, oltre quella d’origine;
- ridurre le facoltà statali e incentivare con priorità e stipendi la docenza a tempo pieno.


_ Il primo provvedimento liberalizzerebbe, senza oneri, studi e professioni.
_ Il secondo richiederebbe ai nuovi docenti l’impegno di insegnare in modo alternativo, ad esempio un semestre ogni sei, anche in università di un diverso paese europeo; ma la selezione della docenza dovrebbe essere compiuta da commissioni europee, così come il lavoro didattico e di ricerca di tutti i docenti, vecchi e nuovi, dovrebbe essere oggetto di giudizio anche delle facoltà ospitanti.
_ Il terzo provvedimento è motivato dalla proliferazione di Corsi di laurea e istituti statali replicati in funzione di clientele politiche, con sperpero di risorse sottratte a docenze responsabili e ricerche non nominali.

Valter Vannelli

segue in  Università e professioni
 


Didattica e ricerca

Valter Vannelli, toscano (1931), nel 1946 si trasferisce a Roma dove, già desto da quegli anni nelle proprie convinzioni libertarie, laiche e sociali, dopo la laurea e una breve ma riconosciuta attività professionale, si dedica in modo esclusivo alla didattica ed alla ricerca.
Professore dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma, dal 1972 al 2001 insegna Progettazione nella Facoltà di Architettura / Dipartimento di Storia, Restauro e Conservazione dei beni architettonici. Ricerca e didattica sono fondate sulla conoscenza critica della storia della città e del territorio come metodo per una progettazione motivata e consapevole. Dagli anni '70 si dedica alla documentazione, lettura e analisi dei rapporti tra la città dei papi e Roma contemporanea, e a studi sulle origini e formazione della città moderna in Europa e negli Stati Uniti.

Libri e saggi su Roma, e su altri argomenti di architettura e storia della città, sono reperibili in biblioteche centrali, archivi di stato, accademie, fondazioni culturali, università, dipartimenti, istituti e facoltà di discipline diverse:

_ Bibliotheque Nationale de France; British Library, St. Pancras Reading Rooms; Katalog der Deutschen Nationalbibliothek; Library of Congress Online Catalog (WA); National Library of Australia (NLA) Camberra (ACT); Staatsbiblioteck zu Berlin (Preussischer Kulturbesitz); Bayerische Staatsbiblioteck; National Diet Library Japanese (NDL); National Gallery of Art Library (WA); Stanford University Library (CA); la interuniversitarie de la Sorbonne, le universitarie di Cambridge, Oxford, Basilea, Berlin, Heidelberg, Bamberg, BSZ Bibliotheksservice-Zentrum Baden Wurttemberg, Amsterdam (Central Library), Zurich, Barcellona, Catalunya, Valladolid ... Danish Union Catalogue and Danish National Bibliography; Rijksuniversiteit Groningen; Bibl. und Inf. system (BIS) der Carl von Ossietzky Universität Oldenburg; Bibl. für Gestaltung Basel; ETH-Bibliothek Zurich; Sistema Bibli. Ticinese; Zentral-und Hochschulbibliothek Luzern ZHB; ... Syracuse University (NY); Cornell Un. Libr. Ithaca (NY); SUNY at Buffalo Un. (NY); National Gallery of Art Library Washington (DC); College of William & Mary Earl Gregg Swem Library Williamburg (VA); Un. of Texas at San Antonio JPL (TX); Arizona State Un. Libraries Tempe (AZ); Un. of British Columbia Library Vancouver (BC); Un. of California Santa Barbara Davidson Library (CA); Un. of Western Australia Crawley (AU); La Trobe University, Bundora Campus, Australia; Centre canadien d'architecture - Canadian Centre for Architecture, CCA, Montréal (QC); Toronto Robarts Libr. (ON); Princeton Un. Library (NJ); McMaster Uni. (ON); MIT Libraries Massachusetts Institute of Technology Libr. Cambridge, MA; Marylan Theodore R. McKeldin Library (MD); National Gallery of Art Library (WA); Cleveland Public Libr. (OH); Virginia Un. Libr. Charlottesville (VA); Virginia Tech (VA); Notre Dame Un. Hesburgh Libr. (IN); Art Institute of Chicago Ryerson & Burnham Libr. (IL); Iowa Un. Main Libr. (IA); Broward County Libr. Division Fort Lauderdale (FL); Un. of Miami Otto G. Richter Libr. (FL); Un. of Texas Libr. Austin (TX); Arizona State Un. Libr. Tempe (AZ): Un. of California,Berkeley (CA); Un. of California Santa Barbara Davidson Libr. (CA); ... National Library of Scotland NLS Edinburgh (UK); Un. of Oxford (UK); Un. van Amsterdam, Centrale Bibliotheek (WP); Danish Union Catalogue and Danish National Bibliography libr.DBC (DK); Rijksuniversiteit Groningen (CP); Bibl. und Inf. system (BIS) der Carl von Ossietzky Universität Oldenburg (D); Bibl. für Gestaltung Basel (CH); ETH-Bibliothek Zurich (CH); Sistema Bibliotecario Ticinese (CH); Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern ZHB (CH); Universitade de Sao Paulo do Brasil; ... Harvard, British Columbia Un., Boston, MIT Libraries, California, Cincinnati, Yale, Michigan, Princeton Un. Library, Getty Research Institute, Centre Canadien d'Architecture, Montreal, ...
_ biblioteca dell'Accademia nazionale di S. Luca, Roma; Biblioteca Hertziana-Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte-EDV Katalog;
_ URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche; Accademia di Danimarca; American Academy in Rome; British School At Rome; Istituto Austriaco Roma; Koninklijk Nederlands Instituut Rome; Libera Università Maria SS Assunta (LUNSA); Det Norske Institutt i Rom; Svenska Institutet i Rom; Istituto Olandese di Storia dell'Arte (FI)
_ biblioteca Universitaria Alessandrina; bibl. capitolina archeologico-storico-artistica, Roma; Polo SBN delle Bibl. Pubbliche Statali di Roma (OPAC Biblioroma); Comune di Roma; bibl. centrale di Roma e Firenze, nazionale di Potenza, statale di Cremona,
_ biblioteche di atenei, politecnici e facoltà universitarie di Milano, Torino, Parma, Genova, Trieste, Padova, Venezia IUAV, Firenze, Pisa, Ancona, Pescara, Fano, L'Aquila, Roma La Sapienza, Roma 2, Roma 3, Cagliari, Napoli, Palermo, ...
_ servizio Bibliotecario Nazionale ICCU, Fondazione Marco Besso (Roma), bibl. del Senato e della Camera dei Deputati, ... , dell'Archivio di Stato di Roma; dell'Archivio Centrale di Stato (Roma); del Museo di Roma; di Archeologia e Storia dell'Arte, Roma; bibl. Romana ed Emeroteca dell'Archivio Capitolino, Roma; biblioteca di storia moderna e contemporanea, Roma;
_ biblioteche della Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici per le province di Caserta e Benevento; idem, di Cagliari e Oristano; idem, di Sassari e Nuoro,
_ biblioteche della Triennale, Milano; d'Arte dei musei civici, Torino; dell'Archivio Storico di Venezia,
_ biblioteche civiche di Alessandria; comunali di Bologna; di Palazzo Sormani a Milano; Federiciana di Fano; Querini Stampalia di Venezia; dell'Accademia delle Belle Arti di Ravenna; Storia dell'Arte di Modena, nazionale Braidense di Milano; bibl. Antoine Barnave del Laboratorio di Storia costituzionale dell'Università degli studi di Macerata; comunale classense di Ravenna; civica di storia dell'arte Luigi Poletti di Modena; Marucelliana di Firenze; comunale Domenico Guerrazzi di Livorno; comunale Rodari di Roma; Romana ed emeroteca di Roma; bibl. statale Antonio Baldini, Roma; comunale Adriano Olivetti di Terracina; comunale Enzo Tortora di Roma; bibl. del Consiglio regionale della Regione Lazio; idem, della Regione Liguria, ...

Per biblioteche, collezioni ed altre raccolte (al luglio 2011):

_ Gozando Books, INC, Tokyo
_ WordCat
 (10 works)
_ WordCat/Class.  (17 works in 27 publications in 2 languages and 160 library holdings)
_ Google Libri  (38 risultati)

i cui cataloghi - alle voci: Architecture; Architecture, Modern; Architecture-Psychological aspects; Capitals (Cities); City planning; Economic history; France History; Architectural ironwork; Building, Iron and steel; Ironwork; Italy; Italy-Rome; ... Roma architettura e storia della città; urbanistica; pianificazione del territorio; ingegneria; storia e restauro; storia moderna e contemporanea; storia dell'arte; archeologia; economia; scienze manageriali; sociologia; geografia urbana; geotecnica; lettere; filosofia; lingue; arte contemporanea; arti visive; ... - sono accessibili anche con Internet o Telnet.

OPAC_SBN / indice analitico, 15 schede  (con c. 180 collegamenti)

2016 _ Cataloghi internazionali (per ricerche aggiornate)

WORLDCAT
KARLSRUHE VIRTUELLER KATALOG (KVK)
LIBRARY OF CONGRESS

segue in "Curriculum"

 

ROMA _ libri

ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA LIBERALE
Il centro urbano. Roma 1979_ dati, cataloghi, indici dei nomi
(1 edition published in 1979 in Italian and held by 30 libraries worldwide)

ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA IN ROMA FASCISTA
Il centro urbano. Roma 1981 _ dati, cataloghi, indici dei nomi
(3 editions published in 1981 in Italian and held by 36 libraries worldwide)

ROMA, ARCHITETTURA. La città tra memoria e progetto
Il centro urbano. Roma 1998 _ dati, cataloghi, indici dei nomi
(4 editions published in 1998 in Italian and held by 21 libraries worldwide)
Amazon.com
Amazon.it

ROMA, ARCHITETTURA. Da città dei papi a capitale d'Italia
Il centro urbano. Id. 2001 _ dati, cataloghi, indici dei nomi
(3 editions published in 2001 in Italian and held by 24 libraries worldwide)
Amazon.com
Amazon.it

MARCELLO PIACENTINI E LA GRANDE ROMA
Saggi 1981-2009,   2010 _ dati, cataloghi, indici dei nomi
Amazon.com
Amazon.it

ROMA FASCISTA, ARCHITETTURA - 1,   Saggi, 2011
(Seconda edizione del testo del 1981)
Amazon.com
Roma fascista, architettura _ introduzione



ROMA _ saggi sul centro storico

ROMA, CARATTERI FONDATIVI DELLA CITTA' DEI PAPI ALLA VIGILIA DELL'UNITA'.
Il Tevere, il tridente e il tessuto di Campo Marzio

RIFERIMENTI SISTINI NELL'IMPIANTO URBANO DI ROMA CAPITALE

S.CARLO AI CATINARI
Chiesa e cupola in un organismo centrale con assi differenziati


LA SPINA DEI BORGHI DOPO L'UNITA
Dibattiti, progetti e Questione Romana

LA SISTEMAZIONE DEI BORGHI A FINE '800
Premesse su via della Conciliazione

L'ESEDRA DI TERMINI, UN PROGETTO PER LA CITTA'

ISOLAMENTO DEL CAMPIDOGLIO
Preesistenze e trasformazioni degli anni Trenta


LE CASE DEI MERCATI TRAIANEI
Premesse su via dei Fori Imperiali


LA GRANDE ROMA
Dibattiti, progetti, protagonisti: Marcello Piacentini


continua, con dati, in: Pubblicazioni / Saggi


Altre pubblicazioni

CONSIDERAZIONI SUL LINGUAGGIO ARCHITETTONICO
Roma 1968 _ (saggi)

L'ARCHITETTURA DEL FERRO: LA FRANCIA, 1930-1889
in AAVV, "idem, 1715-1914", Bulzoni, Roma 1973
(3 editions published in 1973 in Italian and held by 26 libraries worldwide)

ROMA / PROBLEMI E METODI _ Corso di Progettazione architettonica
Quaderni, 1984_1999 ( IX ed )

ANALISI DEL CONTESTO URBANO _ IL TESTACCIO,
Roma 1974, con assistenti del Corso

LETTURA / PROGETTAZIONE
del contesto urbano Ostiense di Roma
, Roma 1975,
con assistenti del Corso


PAROLE E IMMAGINI d'ieri ed oggi
Edizioni Kappa, Roma 2002

1946 E DINTORNI, immagini della memoria
Iride Edizioni, 2006

1946, QUEGLI ANNI, immagini della memoria
Lulu 2010

PER ORME E SASSI, parole e immagini, 2  e-book, 2010  

ARCHITETTURA E PSICHE
Introspezione sulle immagini permanenti
e sui caratteri fondamentali del progetto

Edizioni Kappa, Roma 2008 _ sfoglia le prime pagine
(1 edition published in 2008 in Italian and held by 4 libraries worldwide)
Amazon.it

ARCHITETTURA DEL FERRO, LA FRANCIA, 1930-1889
Lulu 2011 (Seconda edizione)
Amazon.com
Amazon.it

ARCHITETTURA DEGLI STATI UNITI, 1776-1870, Saggi
2011
Lulu.com
Amazon.com
Amazon.it
su GOOGLE / architettura stati uniti
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questa pagina è la prima di circa 4.940.000   (27.6.2011)
questa pagina è la prima di circa 5.020.000   (29.6.2011)

FIGURE FRAGILI _ Parole e immagini, 3
Lulu 2015

 

Citazioni

da GOOGLE / Libri

W.Tronzo, St: Peter's in the Vatican,
Cambridge University Press, 2005

Terry Kirk, The Architecture of Modern Italy: The Challenge of Tradition 1750-1900,
Princeton Architectural Press, N.Y., 2005

Thomas Hill, Planning Europe's Capital Cities: Aspects of Nineteenth-century Urban Development,
Alexandrine Press, Oxford (UK), 1997, reprinted 1999

Giuseppe Talamo, Gaetano Bonetta, "Roma nel novecento: da Giolitti alla Repubblica",
Istituto Nazionale di Studi Romani, Cappelli 1987

Vedi su Google / Libri circa ottanta citazioni in pubblicazioni di autori in gran parte stranieri

su TRECCANI.it L'Enciclopedia italiana
Dizionario Biografico / Citazioni

_ Mario De Renzi (di G. Ciucci)
/ Bibliografia
_ Foschini Arnaldo (di A. Terranova)
/ Bibliografia
_ Gaetano Koch (di F. Di Marco)
/ Bibliografia


su WIKIPEDIA / Citazioni

_ Via dei Fori Imperiali / Bibliografia

_ PiazzaVenezia / Bibliografia

_ Mercati di Traiano / Bibliografia

_ Foro di Traiano / Bibliografia

_ Grande Raccordo Anulare, Autostrada A90 / Bibliografia


segue in: Pubblicazioni / Saggi

Altre, di  "Valter Vannelli" / Google ricerca Libri
Roma Duncan Garwood, Abigail Hole - "ROMA"
- ed.2008, pp. 370, a p. 73:
Da città dei papi a capitale d'Italia, di Valter Vannelli (Kappa, Roma 2001)


Da: wo5.org_Free Site Analysis / webarchive
valtervannelli.it ... Estimated traffic 1661 visits/day, ... [13.5.2012]


Roma, Architettura : Sites Linking to valtervannelli.it
wikipedia.org
comuni-italiani.it

dmoz.org/Top/Word/Italiano/ Arte/Architettura,Storia/Vannelli,Valter


2015 / preferiti

Giovanni Fanelli
HISTORYPHOTHOGRAFY

Silvia Ronchey
L'ENIGMA DI PIERO, Regesto Major, 2012

Anna Maria Partini
ALCHIMIA ARCHITETTURA SPIRITUALITA' IN ALESSANDRO VII, 2007

Andrea Palladio
L'ANTICHITA' DI ROMA, 1554

Maurits Cornelis Escher
PALAZZO ALBERGATI, galleria delle opere, 2015

Istituto Luce
ARCHIVIO STORICO LUCE

Feel the Planet
SEARCH RESULTS FOR ...



Roma

Ci sto da grillo zittito,
tra sementi piagate
da venti astiosi
e piogge battenti,
tra merli rissosi,
gracidanti cornacchie
e nubi di cavallette
fameliche, devastanti.

vv, 2013



ROMA, di Goethe, Dickens, S.Negro Covitto Nazionale, 2015, Ottantesimo
 

I siti / titoli e contenuti

Index _ Attività e contenuti / sintesi

Pubblicazioni _ Libri e saggi / dati, testi con illustrazioni, documenti / cataloghi / indici dei libri e dei nomi (30 pp.)
Curriculum _ ricerca, didattica / cenni (1 p.)
Antologia _ da: Parole e immagini d'ieri ed oggi, Edizioni Kappa, Roma 2002; versi, disegni / GRAFICA e fotocomposizioni (6 pp. e tav. con illustrazioni)
Cartografia _ Roma, il centro storico / documenti, stampe, immagini dal vero (8 pp. e tav. con illustrazioni)
Didattica _ programmi, disegni, progetti, tesi di laurea in progettazione architettonica (6 pp. e tav. con illustrazioni)
Città, ambiente e architettura _ documenti, disegni, riduzioni da foto digitali di Venezia, Firenze, Roma, Avignon ... In preparazione: Lucca, Pisa, Volterra.


1.1.2016 _ aggiornamenti e integrazioni sviluppano circa 180 cartelle, 1200 pagine, 3600 files.

 

Roma, via Giulia / Progetto per una struttura espositiva. Tesi di laurea di Paola Marchetti. UniRoma 2001 _ Relatore prof. V. Vannelli

Roma, via Giulia _ tesi di laurea di  Paola Marchetti, 2001
(relatore: Prof. Valter Vannelli)
 

Roma / vedere, scoprire la città

Sovrintendenza capitolina ai beni culturali
Ettore Roesler Franz, Roma sparita

Tesori di Roma
Gallerie fotografiche / Il Campidoglio


Roma sparita | Foto storiche
Immagini dell'Ottocento e del Novecento
San Pietro e i Borghi


Roma sparita | idem
Foto dell'Ottocento e del Novecento

Fabio Barilari
Riscoprire la città, oggi, con il disegno





Storia / Documenti


da: V. Vannelli, ECONOMIA DELL'ARCHITETTURA
IN ROMA FASCISTA, 1981:


Ruolo del Concordato del 1929 nel disegno urbano e nelle leggi raziali
_ Gli altri culti esistenti non sono tollerati conformemente alle leggi; genesi di una determinazione raziale

Lettera del Rabbino Capo della Comunità israelitica di Roma a S.E. B. Mussolini, Capo del Governo, del 7 aprile 1931, IX
_ sulla soppressione della cupola della nuova Sinagoga di Roma

Lettera di Carlo Sforza a Vittorio Emanuele, 1942
_ frontespizio del carteggio
_ e nota informativa del 10.XI.1942, XXI° _ (7 fogli, dal 079643 al 079649, Archivio Centrale dello Stato, ACS, Segr.Part. Duce, Cart.Ris., b.99, N.X/R s.f. Sforza Carlo)


Relazione del Governatore al Capo del Governo, sul bombardamento di Roma
19 luglio 1943

ACS, SPD, CO, b.65, f. 500.19/IV, 1942 - 43.

Da altre fonti:

- sul Concordato:
Piero Calamandrei, "Art. 7: Storia quasi segreta di una discussione e di un voto", 1947

- su Casa Savoia e l'Italia:
Filippo Mazzonis, "La Monarchia e il Risorgimento", il Mulino, Bologna 2003
- su Chiesa e Stato:
Andrea Riccardi, "Pio XII e Alcide De Gasperi, Una storia segreta", Laterza, Roma-Bari 2003

Sul 1943 - 1945

- Giampaolo Pansa, "Il sangue dei vinti", Sperling $ Kupfer 2003
- idem, "La notte dei fuochi", Sperling $ Kupfer 2004
- Gianni Oliva, "Le tre italie del 1943", Mondadori 2004
- Guido Knopp, "Tedeschi in fuga", Corbaccio, 2004
- Raffaello Uboldi, "25 aprile 1945", Mondadori 2004
- Gabriella Fanello Marcucci, "Il primo govrno De Gasperi", Rubbettino 2004



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Venezia, IUAV / Istituto Universitario di Architettura
Roma, Università degli Studi "La Sapienza"
 
ROMA: dalle pubblicazioni
      
PIAZZA VENEZIA, analisi morfologica


La piazza, il monumento, il Campidoglio: matrici delle sistemazioni


I criteri progettuali adottati per isolare il Campidoglio, a cominciare da piazza Venezia - per decenni il centro delle sistemazioni da fare tra il colle e la città - seguono le mutazioni di ruolo del monumento e distinguono tre periodi.
Il primo periodo: fine '800, e poco oltre.

- 1870: piazza Venezia è uno dei nodi strutturali della città dei papi  (fig. 1). Il Corso è tangente alla piazza, di fronte al palazzo Venezia; il suo segno si scompone negli spazi, diversi e omologabili, di piazza Venezia e di via del Gesù. La piazza non è simmetrica; il suo spazio rifluisce in quello di piazza S.Marco, con un sistema diagonale emisimmetrico rispetto a quello formato dal palazzo e dal palazzetto Venezia.
Alla base del Campidoglio il segno del Corso continua per via Cremona e si dirama per via Giulio Romano.

- 1882: i collegamenti tra il centro, via Nazionale, via Cavour e i servizi oltre il Foro Boario investono le pendici del Campidoglio  (fig. 2). Si prevede di ristrutturare la piazza in asse al Corso, di allargarla a scapito del palazzo Torlonia, e di collegarla con via Cavour. Il fronte della piazza su via Cavour in apparenza è simmetrico: ... .
A questa data, caratteri e ruoli di piazza Venezia sono quelli di uno spazio urbano notevole per posizione, ma non diverso da altri della città.

- Dicembre 1882: la decisione di realizzare il monumento a ridosso del Campidoglio induce a definire il carattere rappresentativo della piazza.
Il ruolo istituzionale assegnato al contesto, unico ed eccezionale nel disegno della città, ne impone la unitarietà e regolarità dello spazio e la nobiltà dei caratteri tipologici e formali. ... . Il piano del 1883 viene corretto per annullare la specularità apparente ... e per sostituirla con un disegno regolare, assiale e simmetrico rispetto al Corso ed al monumento  (fig. 3). Il disegno lascia intendere come la dimensione monumentale della impresa induca a limitare le trasformazioni ... .

- 1893: si pone il problema della regolarità planimetrica della piazza  (fig. 4), e dell'inquadratura simmetrica del Monumento dall'asse del Corso, sull'intersezione con la via Nazionale  (fig. 5).
Il palazzetto Venezia, quasi cancellato dalla nuova piazza, è riproposto per la parte residua in modo da inquadrare il Monumento con angoli simmetrici rispetto all'asse del Corso. La linea che nella stessa inquadratura definisce la tangente sinistra al monumento diviene, deviata da quello, l'asse del collegamento con via Cavour.
Tessuto e dimensioni del collegamento hanno caratteri simili ad un tratto di via Cola di Rienzo, in costruzione.

- 1897: il palazzetto Venezia è allineato sul fronte del palazzo omonimo, lungo la piazza, in modo speculare rispetto al palazzo Torlonia (fig. 6)  e  (fig. 7); l'ipotesi di inquadrare il monumento in modo rigorosamente simmetrico è confermata, ma il punto di vista è arretrato verso lo sbocco del Corso.


  continua


  Piazza Venezia, 1900 c. (foto Alinari)

  La Grande Roma, 1925

 
ROMA: dalle pubblicazioni
      
LA GRANDE ROMA

La Grande Roma / dibattiti, progetti, protagonisti dell’architettura: Marcello Piacentini


Quando alla vigilia del Governatorato, ottobre 1925, ... Piacentini presenta al Capo del Governo il programma per La Grande Roma, l’architetto ancora non è stato oggetto di giudizio, con condanna per plagio, né Mussolini partecipa ancora - da proprietario, con latifondisti dell’aristocrazia romana ed altri - ad un Consorzio di bonifica di alcune tenute lungo l’Ostiense, tra Roma e il mare . Per quanto estranei ai dibattiti culturali, i due fatti segnano tuttavia un flesso nelle scelte etiche e nel comportamento sia dell’uomo di cultura, sia dell’uomo politico; e le vicende per il ‘rinnovamento’ della capitale ne mostrano incidenze e riflessi.
Le ripercussioni le ritroviamo poco dopo, sia nell’inversione di rotta di Piacentini rispetto al disegno proposto per la città nel 1925, sia nella politica del Governatorato per Roma e l’Agro romano.
Il programma per "La grande Roma" esprime difatti, nel merito delle scelte urbane, cultura e indipendenza di giudizio. Il piano e le relazioni che lo accompagnano sono coerenti con studi, con proposte e dibattiti del dopoguerra e danno una previsione ordinata degli sviluppi della città (figg. 1, 2) una previsione non suffragata da teorie davvero determinate e tuttavia fondata su un’espansione già aperta e direzionata del territorio urbano, di significato assai diverso dalle proposte e dalle partecipazioni che negli anni successivi vedono lo stesso autore contraddire principi e intenti.
Il nucleo delle proposte di Piacentini risale ai suoi studi pubblicati nel ’16 in un volume a cura dell’Associazione Artistica tra i Cultori di Architettura.
Il fine, già allora, è di preservare il centro storico da "quello che si fece dopo il ’70: si volle mantenere l’antico centro e si devastò, si tagliò, si demolì … Per ingrandirla tre volte l’abbiamo quasi rovinata! Domani per ingrandirla quattro volte più di quella che è oggi la rovineremo del tutto"; e ancora, "Per carità, fermiamoci; siamo in tempo, ma guai se si fa un altro passo".
Questo scriveva Piacentini nel ’16 e queste alcune frasi che egli cita di nuovo, con altre, in La Grande Roma del 1925.
… I volumi costituiscono l’assemblaggio di contributi diversi: dagli studi della commissione per la riforma del piano rgolatore del 1924, che recepiscono le proposte di Piacentini per "un nuovo e grande centro cittadino", a progetti di architetti, ingegneri e professori di disegno dell’architettura. Documenti, relazioni, progetti e immagini tendono a prefigurare in un potenziale disegno d’insieme la capitale voluta dal capo del governo (figg. 3 -14). Il fine è di esemplificare e suggerire le opere che meglio potranno concorrere a realizzare l’immagine di Roma fascista; insieme all’operatività del programma, il fine personale di Piacentini è di suggerire a Mussolini il proprio nome come quello del coordinatore ed esecutore delle trasformazioni più importanti per il nuovo assetto della città. ...
Per il centro storico di Roma, si vuole superare la contrapposizione tra gli interventi graduali e quelli globali, già posti in alternativa dalla commissione del 1924. Sul metodo, l’iniziativa tende ad ottenere il riconoscimento del ruolo offerto dall’autore sia nella mediazione tra le istituzioni politiche e le strutture economiche della capitale, sia del suo ruolo di garante tra le categorie professionali, delle quali si pone a capifila come leader e caposcuola.
Di seguito a quanto affermato nel 1916, Piacentini sollecita di spostare le strutture direzionali dalla città storica nell’area di Termini; allo scopo propone di arretrare la stazione centrale oltre la porta Prenestina e ridisegna, in una visione d’insieme organica e fortemente decentralizzata, i rapporti tra ‘città vecchia’, ‘città nuova’ e ‘città futura’.


Il centro urbano è sollevato, in parte, dalle funzioni di attraversamento. Per non ripetere gli errori dell’epoca liberale, le nuove comunicazioni interne dovranno essere realizzate insieme all’ ‘ASSE’ costituito dai nuovi centri sui quali – da porta Maggiore al Flaminio, in sostituzione di piazza Venezia e piazza Colonna – si attesteranno come su un sistema continuo i nuovi quartieri settentrionali e le future espansioni.
L’arretramento della stazione Termini fuori delle mura aureliane, la sostituzione del parco ferroviario con una struttura direzionale, la convergenza di due grandi direttrici esterne ai rioni ed ai quartieri dell’era liberale sulla nuova stazione fuori porta Maggiore, danno respiro e possibilità di recupero alla città storica e ne rivalutano l’assetto che per concisione è chiamato sistino.
Fuori delle mura il programma preordina condizioni di sviluppo generiche, ma potenzialmente salutari, adeguabili e gestibili nel tempo. Più che di un generico tecnico d’urbanistica, quale apparirà il piano del 1931, il programma di Piacentini del 1925 esprime le qualità di un architetto cosciente del potenziale linguistico insito in ogni disegno che ragionevolmente prefiguri e relazioni uno sviluppo urbano qualificato e possibile
.

   continua

   v.v./2001

 










ROMA ANNI '50
disegni dal vero, 1952_54

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...


Come ogni manifestazione creativa, autentica, con identità propria e tendenzialmente assoluta - l'architettura sorge dall'anima.
La sola memoria dei suoi caratteri resta un rifugio della mente; una domus virtuale che distrae dalle asprezze del presente e dall'angoscia del dopo.
L'architettura è una sfida al mistero. Al mistero di un senso che sfugge e del quale tuttavia non si può fare a meno; tanto da non poter non ricorrere ad una immagine della perfezione e della permanenza; o, se vuole, di Dio; la cui concezione resta tuttavia, a mio parere, una esigenza sedimentata dal profondo, una elaborazione compensativa dell'inconscio fluttuante fino alle soglie della coscienza.
Da anni in pensione, leggo, scrivo, cerco di pubblicare.
"Architettura e Psiche" è del 2008.
I saggi che vi sono raccolti sono in gran parte, o quasi del tutto, di decenni prima.
Nel complesso testimoniano della passione e della solitudine di una docenza, non meno sofferta del tirocinio, spesso dispersivo e privo di senso, imposto alla generalità degli studenti da strutture inadeguate e organici carenti.
Le nostre università restano, infatti, tra le istituzioni più manchevoli e responsabili dei disastri di questo paese, e delle sue miserevoli prospettive civili.
L'assenza di senso dello spazio nel quale si deve pur vivere, e la rumorosa volgarità delle sue immagini, - manifestazione comune delle urbanizzazioni delle nostre città e dei nostri territori, - ne sono infine una dimostrazione.
La complessità della ricerca ha origine dal coinvolgimento in una realtà da avvicinare e osservare innanzi tutto entro di me, con un processo di individuazione e liberazione interno ad un preteso studio su eventi (associati alla progettazione) solo per ipotesi supposti come esogeni e reali; poi, dai coinvolgimenti molteplici di una disciplina - l'architettura - protesa tra cielo e terra e, prima ancora, per più aspetti ignota.


continua in  PdF,La Flagellazione
 
ROMA: dalle pubblicazioni

Concordato - ART. 7: STORIA QUASI SEGRETA DI UNA DISCUSSIONE E DI UN VOTO


di Piero Calamandrei, 1947


(Note di un protagonista laico sulla discussione tenuta in sede di Assemblea costituente in merito al Concordato, e sul voto con il quale nel 1947 cattolici e comunisti, a grande maggioranza, approvano l'art. 7 della Costituzione).


     Per capire quali sono stati i veri motivi che hanno portato all'approvazione a grande maggioranza, coll'appoggio dei comunisti, dell'art. 7 della costituzione (o anche, più modestamente, per capire quanto sia difficile arrivare a capire dal di fuori questi veri motivi) non bisogna cercare la spiegazione nella teatrale parata oratoria che nelle sedute plenarie dell'assemblea costituente, dal 4 al 25 marzo 1947, ha preceduto quel voto; ma bisogna risalire alle discussioni preparatorie, appartate e spoglie di pubblicità e di solennità (più che discussioni, conversazioni e contrattazioni intercorse, "de plano et sine strepitu", tra brava gente seduta allo stesso tavolino), che hanno preso le mosse dalla prima sottocommissione (sedute del 21 novembre e 18 dicembre 1946), sono passate attraverso la commissione dei Settantacinque (seduta del 23 gennaio 1947) e solo alla fine sono sboccate, per il solenne collaudo, all'assemblea plenaria.
     E' noto, infatti, che gli articoli del progetto di costituzione sottoposto all'approvazione della costituente non sono usciti tutti in un colpo da un'unica ispirazione e da un proposito concorde; ma sono stati faticosamente aggiustati ad uno ad uno per graduali approssimazioni, attraverso una serie di contrasti, di adattamenti e di ritocchi, fino a trovare il punto di incontro e di equilibrio tra esigenze e ideologie divergenti e spesso antitetiche.
La discussione dalla quale è nata, nella prima sottocommissione, la formula dell'art. 5 (che è poi passata quasi immutata nell'art. 7 della costituzione) porta nei resoconti parlamentari questo titolo piuttosto scolorito e scolastico: "Discussione sullo Stato come ordinamento giuridico, e i suoi rapporti con gli altri ordinamenti".
Ma in realtà il "punctum pruriens" che si nascondeva dietro questa intitolazione anodina era quello delle relazioni tra Stato e Chiesa; e proprio in vista di questa questione scottante la democrazia cristiana aveva abilmente concentrato in questa prima sotto - commissione, composta in tutto di diciotto deputati, i suoi rappresentanti più qualificati per destrezza parlamentare, come il presidente della stessa sottocommissione avvocato Tupini, o per dottrina giuridica e fervore religioso, come i professori Dossetti, La Pira, Moro e Caristia, e gli avvocati Corsanego e Merlin.
     Di fronte a questa compatta pattuglia democristiana (sette su diciotto, col vantaggio del presidente) i comunisti erano soltanto tre: Marchesi, Togliatti e la deputatessa Iotti; buoni ma pochi.
Gli altri otto appartenevano a tutti gli altri partiti messi insieme: i socialisti Amadei, Basso e Mancini; il repubblicano De Vita; il demolaburista Cevolotto; i liberali Grassi e Lucifero; il qualunquista Mastroianni.
     E' facile intendere come in questo frazionamento di tendenze eterogenee, il gruppo cattolico, col suo fervente zelo e la sua raffinata abilità manovriera, fosse riuscito a ottenere fino dalla partenza un netto vantaggio sul gruppo che si può chiamare, per intenderci, «laicista» il quale, non potendo contare sui due liberali e sul qualunquista (che, sommandosi coi democristiani, bastavano a formar la maggioranza: dieci su diciotto), si riduceva, anche se i comunisti avessero fatto blocco con esso, a otto su diciotto.
In realtà i tre comunisti, fino dall'inizio dei lavori della sottocommissione, fecero parte a sé: e nel contrasto tra le due tendenze, quella confessionale, di cui fu relatore il deputato Dossetti, e quella laicista, di cui fu relatore il deputato Cevolotto, assunsero, specialmente per bocca di Togliatti, una posizione, si direbbe, di centro.


continua

ROMA: dalle pubblicazioni

1929: UN TRATTATO ANCOR PIU' SEGRETO


di Valter Vannelli, 1981


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  da: V.V., "Economia dell'Architettura in Roma fascista"
  Roma, 1981, pp. 134-150

  continua

 








Storia / il documento


"I piccoli giudei, se battezzati, devono ricevere un'educazione cristiana"

(Traduzione dall'originale francese del documento, del 20 ottobre 1946, trasmesso dal Sant'Uffizio al nunzio apostolico Angelo Roncalli. L'originale si trova negli Archivi della Chiesa di Francia).



"A proposito dei bambini giudei che, durante l'occupazione tedesca, sono stati affidati alle istituzioni e alle famiglie cattoliche e che sono stati reclamati daqlle istituzioni giudaiche perché siano loro restituiti, la Congregazione del Sant'Uffizio ha preso una decisione che si può riassumere così:
1) Evitare, nella misura del possibile, di rispondere per iscritto alle autorità giudaiche, ma farlo oralmente.
2) Ogni volta che sarà necessario rispondere, bisognerà dire che la Chiesa deve fare le sue indagini per studiare ogni caso particolare.
3) I bambini che sono stati battezzati non potranno essere affidati a istituzioni che non ne sappiano assicurare l'educazione cristiana.
4) I bambini che non hanno più i genitori e dei quali la Chiesa s'è fatta carico, non è conveniente che siano abbandonati dalla Chiesa stessa o affidati a persone che non hanno alcun diritto su di loro, a meno che non siano in grado di disporre di sé. Ciò evidentemente per i bambini che non fossero stati battezzati.
5) Se i bambini sono stati affidati (alla Chiesa) dai loro genitori e se i genitori ora li reclamano, potranno essere restituiti, ammesso che i bambini stessi non abbiano ricevuto il battesimo.
Si noti che questa decisione della Congregazione del Sant'Uffizio è stata approvata dal Santo Padre".


www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/
2004/12_Dicembre/28/poppapa.shtml




Quei soldati bambini costretti a combattere per l'Isis Linkiesta.it, 12 ottobre 2014

La propaganda del Califfato si costruisce con i volti dei bambini ... I bambini di oggi devono diventare i jihadisti di domani ... I profughi raccontano di bambini soldato ... di ragazze rapite, indotte alla conversione e date in spose ai miliziani ... e se rifiutano vendute come schiave...

www.linkiesta.it/bambini-soldato-isis













    2a Edizione, 2011

da   Antologia :

Come luce

Forma del pensiero,
segno e accento di vita
che scuote le fronde
ed in nuove armonie
i voli e le onde ricompone,
sorge come luce la parola
e si disperde
dal fondo dell'anima.


Ritorno

Vorrei perdermi
tra gli odori d'estate,
all'ombra del tuo seno
nel ventre che avvolge il mistero
che dà vita alla vita.


... figure fragili

Del vento la voce,
del sole la luce,
del mare il canto,
tra zoccoli di cavalli
scalpitanti su aspre
rocce roventi
ed eriche fragranti,
conosco.
Si scopre il mondo
presto al mattino
e l'anima dà certezza
di sé e delle cose.
Del filo all'altro capo,
figure fragili, sottili
come segni di vento,
sfiorano la sabbiadel lido.
Qui ora di me
più cose intendo,
non il perchè.


da:  Valter Vannelli
"Parole e immagini, d'ieri ed oggi."
Roma 2002


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iSB_internet BOOK SHOP Libreriauniversitaria.it Unilibro
Feltrinelli
 
ROMA: dalle pubblicazioni

Da: ROMA FASCISTA, ARCHITETTURA_1, 1981 e 2011
Economia e disegno urbano

Citazione, pp. 31-35


... Ma prima e meno sommariamente, oltre la più generale forma di acquiescenza anche passiva che traveste il consenso di omertà e di rassegnazioni non meno effettuali e responsabili, a molti si contesta di aver barattato una presenza professionale a costo di ostentare o di avallare, pur nell’imbarazzo, non solo direttive culturali prive di sostanziali spazi dialettici, ma pure scelte politiche deliberatamente discriminatorie e raziali. Se infatti nel 1923 «non è ancora possibile parlare in sede di cultura e di obiettività storica del fascismo, il quale ha risolto prima il problema di governo, che il problema della sua identità», tale che a quella data «anche l’interpretazione marxista (reazione borghese) è insufficiente a spiegare solo poche situazioni locali» (16) , con il delitto Matteotti e il processo politico che ne segue il regime si spoglia progressivamente e del tutto di ogni ambiguità. Non solo non risolve la funzione liberale del governo superiore ai partiti, ma trasforma lo stesso fascismo «in un organismo burocratico e pletorico privo di ogni caratterizzazione sociale e quindi non più in grado di interpretare neppure velletariamente la rivolta dei ceti medi » (17) . Da «milizia di parte» (18) alternativa all’incapacità governativa, da reazione patriottica al «bolscevismo costituzionale» e alle «ebbrezze rivoluzionarie» (19), esso si identifica sempre più nella politica trasformista e pendolare identificabile tra le posizioni passive, attendiste e infine fiancheggiatrici asunte dai ceti medi tradizionali e quelle tanto più intransigenti e temerariamente avventurose dello squadrismo fascista (20).
  °
Vale notare come nelle stesse implicite ammissioni che quelle generazioni di protagonisti e di spettatori hanno fatto della propria opera di apporto al regime, - considerata da troppi cattolici più come una situazione accidentale del momento che come una esperienza storica e culturale continua e coerente, come tale in ogni senso partecipe e responsabile, - non si accenni ad altri quesiti specifici della formazione del linguaggio dell’architettura, più che mai vicini ai problemi attuali.
Non ci si chiede quali rapporti vengano stabiliti, tramite le Federazioni, i Sindacati Corporativi e le segreterie governative, tra i contenuti e le prassi dei bilanci straordinari dei Ministeri e del Governatorato; progetti e bilanci i quali, guarda caso, risultano studiati al fine di stornare fondi per realizzare i monumenti della Capitale e, allo stesso tempo, per preparare le imprese belliche d’Abissinia e di Spagna, come prova generale di quella che diverrà la seconda guerra mondiale.

Allo stesso modo, non ci si chiede quali relazioni sia possibile escludere tra uno dei tanti segni di intolleranza ed arroganza ideologica, - si accenna al progetto che Brasini propone nel 1937 ad un capo del Governo già esaltato dal potere e dal consenso, con un disegno dal quale i duecento metri della Mole Littoria sovrastano e fagocitano anche simbolicamente l’intera Basilica di San Pietro e la cupola michelangiolesca, - e le responsabilità di una preparazione anche psicologica di una guerra provocata con altrettanto opportunismo e tragica, grossolana irresponsabilità. Ancora, da parte di quei protagonisti della storia urbana della Capitale non ci si chiede, - ma si può continuare a non farlo? - quali responsabilità storiche abbiano origine da una politica architettonica condotta in nome del mito della stirpe e del razzismo; in particolare, dopo le trattative per il Concordato e prima della demolizione della Spina dei Borghi, quali relazioni siano davvero da escludere tra la richiesta avanzata da Marcello Piacentini nel 1931 di demolire la cupola della Sinagoga - in nome della continuità semiotica dello skyline della Capitale del Cattolicesimo - e la deportazione della popolazione ebraica del Ghetto, anni dopo, ai forni crematori nazisti. *

Non porsi il problema dei contenuti impliciti nel linguaggio, purtroppo quasi universale, di questa architettura, può significare molte cose, non necessariamente tutte ancora pienamente comprensibili per quel tanto che resta riconducibile alle meno perscrutate motivazioni ed esigenze di un inconscio collettivo tutt’altro che nazionale. Tuttavia, è certo che se non si vuol continuare a scindere il reale di questa esperienza dal suo significato, - distinguendo le tendenze e le forme classicistiche imperanti ieri come oggi nei diversi regimi totalitari e democratici dalle rispettive ideologie, e motivando come le une e le


 
ROMA: dalle pubblicazioni






altre si riscontrino nelle diverse nazioni europee, statunitensi e sovietiche, - vale allora accettare le possibilità in atto di indagare i rapporti tra il reale e il suo significato; quanto meno, sperimentando metodologie interdisciplinari e procedimenti analogici che si rivelino in grado, per la concomitanza delle verifiche possibili, di decodificare matrici figurative e spaziali altrimenti tanto diffuse quanto apparentemente generiche, ermetiche o tautologiche.
Anche il silenzio tenuto su questi argomenti nei decenni più recenti non sorprende. Non lo può, per le stesse ragioni per le quali chi si è appena curato di capire quello che ci avveniva intorno ha avuto largamente modo di constatare come questi ultimi anni abbiano significato per questa città la fase di piena affermazione di un processo di corporativizzazione della vita economica e sociale; un processo che, dopo sessanta anni di rivoluzione fascista e post-fascista, ancora al presente, 1981, realizza le più connaturate e generali aspirazioni e propensioni populiste e totalitarie di una parte della popolazione; quanto meno di quella calorosa e rumorosa umanità resa conforme ai sistemi di potere da una soggezione ideologica consolidata sia dalla consuetudine mansueta all’ubbidienza acritica, sia dai vantaggi di una sudditanza clientelare. In questa storia di gesta e di beffe non c’è quindi proprio nulla che possa davvero sorprendere *; una cosa, infatti, più che meravigliare, offende; specie chi comunque privilegia l’esercizio dell’integrità intel¬lettuale e pertanto tende a escludere sia le verifiche univoche consentite dai giudizi morali, sia l’interesse di parte connaturato ad ogni strumentalizzazione ideologica.
Nel silenzio e nell’apatia quasi generale, offende che proprio quanti hanno concorso a dare alle istituzioni politiche e culturali repubblicane contenuti e ruoli (se non metodi) post-fascisti siano proprio loro a sorprendersi e a rifiutare le ricorrenti analogie verificabili tra i risultati lasciati sul territorio da quel regime e quelli concretizzati «invece» nei successivi tre decenni; al punto che, ritenutisi loro offesi da qualsiasi critica meno che confessionale o massimalista, siano ancora loro a confondere la miseria propria e del proprio operato con le finalità sociali, i metodi democratici e i ruoli formativi dei contenuti costituzionali.
Quale riprova disciplinare, architettonica e urbanistica, di questa continuità di fatto tra i due regimi vale chiedersi quali opere, strutture e sistemi di relazione non episodici siano stati realizzati nella città e nel territorio urbano; quali segni di una cultura urbana davvero civile oggi esprimano realmente i valori, le aspirazioni e le istanze culturali dai quali hanno preso anima, forma, esperienza di vita e di linguaggio, - dai protagonisti della Resistenza ai tanti sopravvissuti a scempi, scandali, terrorismi e stragi di Stato e/o contro le istituzioni dello Stato e le libertà civili, - non l’acquiescenza dei sudditi, ma la reale aspirazione democratica e pacifica, quindi vivamente critica, creativa ed operante, dei cittadini.

Domanda retorica, naturalmente; ma espressiva di una realtà che, appunto, è quella che è. In questo senso, queste pagine sono proposte non come indagine filologica o documentaristica di quella esperienza, bensì come studio delle cause che hanno promosso gli effetti che viviamo anche al presente, calcificati nelle strutture mentali degli abitanti e, allo stesso tempo e per la stessa logica, nella quasi totale assenza di qualità formale e spaziale imposta al contesto urbano e territoriale. Senza conoscere queste cause non è ragionevole pensare di rimuoverne gli effetti; non, comunque, nella vita civile, e ancor meno nell’esperienza specifica e disciplinare dello spazio di relazione. L’intento di questo lavoro, pertanto, è di contribuire ad una documentata e per quanto possibile spassionata lettura storica e critica dei problemi presenti della città e del suo territorio. Il fine è di concorrere allo studio, progettazione e verifica di un processo di assetto che sia espressione affermata, nella coscienza come nello spazio, della priorità dei problemi urbani su quelli della Capitale. Il disegno implica un contesto di partecipazione aperto, operatività consapevoli e metodi scientifici; condizioni di necessità tali da avvicinare un futuro ragionevolmente prossimo e motivatamente migliore.




Segue in:

ROMA FASCISTA, ARCHITETTURA_1,   Saggi, 2011

(Seconda edizione del testo del 1981)
Amazon.com
Roma fascista, architettura _ introduzione
 










NOTE

16 _ P. GOBETTI, Dal bolscevismo al fascismo. Note di cultura politica, Torino, 1923, pp. 33 e seguenti.
17 _ R. DE FELICE, «Le origini del fascismo», in Nuove questioni di Storia Contemporanea, voi. I, pp. 729-798; citazione da p. 754.
18 _ G. DE FALCO, 1921, in II fascismo e i partiti politici italiani, a cura di R. De Felice, Bologna, 1966.
19 _ P. GOBETTI, op. cit.
20 _ R. DE FELICE. op.cit., p. 753.
Dello stesso autore:
- Mussolini il rivoluzionario , (1883-1920), Einaudi, Torino, 1965;
- Mussolini il fascista. La conquista del potere (1921-1925), Einaudi, Torino, 1966;
- Antologia sul fascismo. Il giudizio politico, Laterza, Roma-Bari, 1977;
- Antologia sul fascismo. Il giudizio storico, Laterza, Roma-Bari, 1977;
Si veda inoltre:
AAVV, Fascismo e Società Italiana, a cura di Guido Quazza, Einaudi, Torino, 1973.


* Neppure oggi, nel 2011, dopo altri trent’anni.

































sapienza_2

Il carattere è il destino    (Eraclito)

"... quello che veramente mi ha nutrito, per tutti questi anni, è il mio Daimon.
Dopotutto, cos'altro è che ci tiene veramente vivi?"


(J.Hillman, Il piacere di pensare, Milano 2001)

"Chi può davvero sapere?
Chi può affermare certezze?
Da dove viene il creato?
Forse si é formato da solo, o forse no.
Colui che osserva dall'alto dei cieli,
solo lui sa.
O forse non sa affatto".


(Rigveda, 1500 a.C.)
 
La citazione


   "Un viaggiatore", ricordò il poeta Abdalmalik, "parla di un albero i cui frutti sono verdi uccelli. Meno mi costa credere a ciò che a rose con caratteri".
  "Il colore degli uccelli" disse Averroè "sembra facilitare il prodigio. Inoltre, frutti e uccelli appartengono al mondo naturale, ma la scrittura è un'arte.

  Passare da foglia a uccello è più facile che da rose a caratteri".





















  
  Jorge Luis Borges, "L'Aleph", Mondadori, IV ed. p. 78.
 
Da Antologia


    Sono nato nel 1931 in Toscana, quando c'era la campagna, c'erano i grilli e le lucciole, e d'estate profumi di frutta e stridio di cicale stordivano i sordi. Mi sono accorto di me scoprendo il cielo dal giardino di una piccola casa, a Pescia, tra una collina verde d'ulivi e la vista aperta, oltre gli orti di un convento, sulle ultime case della città, a valle del fiume.
   C'era luce, silenzio, pace.
   ....
    Del dopo, ricordo la noia della scuola, la tristezza dei collegi, i traslochi, le angustie di mia madre, la guerra, gli sfollamenti. Ma anche il verde e i silenzi della montagna, le corse tra i viottoli e i fossi della piana; e le scorribande nei frutteti, tra i soldati tedeschi, i cannoneggiamenti, il passaggio del fronte, l'attesa e l'arrivo rumoroso e felice degli americani.











V. Vannelli,
PAROLE E IMMAGINI d'ieri ed oggi, Roma 2002
 






a_pellegrini.jpg   ROMA ANNI '50
  Cupola dei Pellegrini

  disegni dal vero, 1952_54
gondola_2.jpg  Città / immagini
 Venezia  _ con c. 24 foto
 Firenze   _ con c. 40 foto
 Pescia    _ con c. 18 foto
 Prato       _ con c. 16 foto

Città, Ambiente e Architettura
  Venezia   San Marco
  Avignon   Palazzo dei papi
  Provence   Costa Azzura
  Abruzzo   Paesaggio
  Roma   Pantheon

sapienza_2.jpg   Ai miei studenti
  Sapere di voi è ancora
  un piacere!


  vv@valtervannelli.it


A un anno dalla fine di un conflitto mondiale, dalle sue crudeltà, paure e sofferenze, e dalle speranze e delusioni del dopo, le ferite più profonde erano quelle della pace. Anche per Luca. Lui, a maggio, aveva compiuto quindici anni. Non era più un ragazzo. Dopo i collegi, i traslochi e gli sfollamenti con la madre e il fratello, c’era stata la guerra vissuta da vicino; quella tra gli alleati bloccati nella piana lungo l’Arno e i tedeschi trincerati sulla linea gotica; e l’altra, quella civile, senza un fronte e senza tregua, tra fascisti e antifascisti ... . Da qualche tempo, e non solo di giorno, avvertiva turbamenti e scombussolamenti, tanto lucidi da esserne cosciente anche nel sonno. Erano il segno che stava crescendo e cambiando, nel fisico e nella mente; e che, come tutto intorno a lui, doveva aspettare.

da:   1946, QUEGLI ANNI, immagini della memoria _ Lulu.com, 2010







Vigilia

Come onda che infranta s'acquieta,
ed echi di suoni lontani
le ombre cedono
al nulla della notte.

v.v. '05


A sera

Rimpiango, d'allora,
i sentimenti portati per mano,
le parole dette con gli occhi,
il sottile vitale tormento,
un mattino di luce,
di una attesa perduta.

v.v. ' 07









Si fa sera

Parole altre non ho, ma gioie e pene
e slanci brevi che l'età trattiene;
bene ne venne dal seguir l'amica voce
che dal profondo tuttora proviene.

Parole altre non so, ma so di sogni
che sciamano alti, voli da falene,
poi che i passi frenai e stanchi lasciai
i nervi e l'ossa, che il vigor trattiene.

I nervi e l'ossa, poi che animo e mente
ribelli all'angoscia mai trovan quiete
e mai cedono dal cercare il vero,
principio e fine di tanto mistero.

v.v. '07









Quale dio

Quale dio, quale senso di noi resta
se di sé la memoria ha fine.
Scuote l'angoscia, sordo un rancore
dal profondo sale e l'anima raggela.
Che siamo, cosa mai ci attende
se dalla meta a un passo
di un cielo dimentico di sé
nulla di più sappiamo.

v.v. '09



L'età preme

L'età preme e spaventa il peggio,
il non aver trovato il nesso
in una vita che fugge via,
il distacco da ogni nostalgia.

v. v. ' 09






Randaran

Cielo, terra, acque,
dei e semidei, dèmoni e profeti,
al mio fringuello che più non veleggia
fuori dalle brache
e, come tutto di sè,
d'ogni vigor svilito
trabocca di rabbia repressa,
se dare vita e gioie ha un senso
a chi la mente e il cuore guida,
per un tocco di speranza,
ditelo con me: Ave, fratello.

<
v. v. ' 09



Ernesta

Io, come te, giunti dove siamo,
ti rivivo come un tempo,
geloso di scoprire
che mi sorprendi ancora.

v.v. '09











A Giulia

Sei giunta, bambina, soave aurora,
da nostro figlio, vita che si rinnova;
noi logori e stanchi, e tu, germoglio
roseo e sgambettante, così piccina.

Per te riandiamo a promesse usate,
ad attese e scoperte, a moti e affetti
che ti attendono, sereni, e con gioia
ed animo schietto anche per noi vivrai.

Alla luce brillante dello sguardo,
agli impeti dei gesti vivaci e lieti,
all’aurea fragranza del materno
seno che, lieve, ti accalora e veste,

anche l’angoscia infine arretra e, lunga,
leggera come filo di speranza,
l’attesa dei tuoi slanci e del gaio tuo
sorriso traversa le ore del giorno.

Fervido al mattino ti sia compagno
l’augurio del risveglio alla fiducia
e di giorno, fraterna, ad ogni passo
la speranza risplenda sul tuo viso.

v.v. 1.'12





Non un'eco

E’ stato, remota res, che gli uomini
udissero le voci degli dei.
La parola era legge, la vita dura,
l'aldilà un timore ed una promessa,
integra l’armonia con la natura.

Poi che in un mondo noto e dominato
senza limiti spaziamo in un sapere
che del creato muta ogni sostanza,
l’angoscia preme, e in petto lo sgomento
schianta ogni illusione, ogni speranza.

Da un cielo amico di leggende e paure,
arcaico, nascosto, ammutolito,
spogliato di certezze nel domani
e infine rinnegato e disertato,
non un’eco torna del grido degli umani.

v.v. '12





In ombra

Ben oltre saperi e credenze
da dove, qui giunto, mi chiedo
la nostra coscienza proviene.

Aiuta la mente e sostiene
l'amica natura, l'incanto
che tutto risveglia e rinnova.

Ma, in ombra a una morte che cova,
a che la pena e la paura
di una vita gretta e finita?

Da un cielo, se vero, che teme
l'orgoglio del genere umano, *
degno quel dono, d'Eva ad Adamo.

v.v. '12






*  "Sono il tuo Dio, un Dio Geloso".
      (Esodo, 20, 4-5).










La verità

Altra faccia della luna
che all'occhio si nasconde,
non diversa dalla prima,

verità è forse quella
di un senso che non muta
oltre il giorno della fine.

v.v. 4.'12



L'attesa

Era di maggio. Alti, ondeggianti,
fremevano a scatti gli aquiloni,
rincorsi da occhi sgranati, bocche
stupite, sussulti, salti, grida.

Lampi di sole, nubi di vento,
razie nei campi, fughe e dispetti;
poi, tra selve e boschi, echi di gioia,
acque sorgenti, incontri felici.

Ero ragazzo. C'era la guerra.
Paure e fame sviavano il sonno,
l'oggi era in dubbio e di più il domani,
ma oltre, in attesa, c'era la vita.

v.v. 4.'12







Un sogno, una chimera

La vita, questo mondo, sono un atto
della coscienza; un faro, una luce
che mente o psiche senza dubbi induce
a contemplare come un dato, un fatto.

Dov’era la vita, e dove il mondo,
prima che ci svegliasse primavera?
E dove poi, a nostra volta giunti a sera,
se ogni lume cede al buio più fondo?

Un sogno, una chimera? La danza
di una nuvola in un cielo di stelle,
tra ombre vaghe, tra orme sofferte e belle,
che vive sono, pur senza speranza?

v.v. 4.'12




Alle origini

Dall'ignoto e dal vuoto
il silenzio, la luce.
Dal suono, la parola;
e dal segno, arte e storia.

Dalla psiche, il mistero,
che il vero alla coscienza
nasconde, e nel nulla
senza tregua ci invola.

v.v. 25.4.'12




Angoscia

Quel che pesa è mollare
una larva di vita
che pare infinita,
e scorre senza posa.

Quel che dispera è tacere
d'essere alle soglie
di una meta che incombe,
prossima e finita.

v.v. 5.'12







La vita,

miracolo, enigma e mito
che si svolge nello spazio,
come energia, come rito.

Scansione d'ogni atto,
e misura della sorte, il tempo
ne metronoma la morte.

v.v. 5.'12



Ritorno

Quel giorno, mi vorrei trovare
tra eriche fragranti,
battute dal vento,
su deserte brughiere,
e dall'alto del baratro,
leggero come l'aria,
seguire l'Oceano
infrangersi, eterno,
su esauste scogliere.

v.v. 9.'12




A ché

A ché il pensiero?
La soglia di una natura
degna e sublime,
o lo scherzo di un demone
sadico e maligno?

v.v. 8.'12






Trovarsi

Ero scolaro, col grembiule nero,
quando d'un tratto - fu impulso o dispetto?
fiondai un sasso contro una vetrina.
Ma poi che quella cadde, e fu uno schianto,
l'idea mi ridestò dallo sgomento
d'essere, allora, davvero me stesso.

v.v. 10. '12



Chi sono

uno che passa, un nomade in cerca di sé,
vissuto ramingo e giunto alla meta,
che, colto il frutto di un senso che non c’è,
quel poco di niente tiene ancor più stretto.

v.v. 10.'12


E’ sera

Nel buio profondo e infinito,
sciami di stelle lucenti,
nell’anima in pena, l’affanno
struggente di giorni cadenti.

Tra ricordi e incerti rimpianti
di sofferte, andate stagioni,
ingombra fin troppo la mente
la noia di senili mansioni.

Ma poi, se giunge la bambina,
vispa, col suo grido gioviale,
è il cielo che si apre e ravvisa
di un sogno che si è fatto reale.

Per un’ora, per una notte,
l’angoscia trascolora. Avanza
una vita che si rinnova,
una promessa di speranza.

v.v. 11.'12











*

Nostalgia d'immagini,
di certezze,
di futuro,
di ciò che una volta,
non solo tra le nuvole,
so di essere stato.

v.v. 11.'12




Che vuoi sapere

Se tutto è una burletta,
da dove si dipana
il destino di una specie
che comprende o s’allerta?
Dove la regia di un teatro
che muove mondi e cieli,
e distrugge e rinnova
ove nulla sempre è stato?
Ed a ché tanto affanno
se pure l’atomo deve
mutare nello sprofondo
del suo vuoto durare?

Una tragedia che da umani,
soggetti a miti e riti vani,
ogni giorno senza rivalsa
viviamo in commedia, in farsa.


v.v. 11.'12




Razza di Caino

il potere che si arroga diritti
che non ha; che violento e menzognero
raggira e calpesta vite e identità,
spregia speranze, meriti e talenti
e con sperpero di doti e risorse
offende persone, ruoli e dignità.

Pari valore la stirpe di Abele,
nel non voler vedere, e star nei panni
suoi fintanto quel poco giova a sé
e al padrino suo più ancor conviene;
e infine parteggia e il branco rafforza
d’imbonitori, boiardi e sirene.

Sia lode a chi rispetta il proprio rango,
e il bene di tutti sopra sostiene;
chè il lavoro e il piacere dell'ingegno
accorda alla bellezza del creato,
e alto del sapere regge quel ramo
che Eva colse per la gente di Adamo.


v.v. 11.'12










La promessa

Vale che, nuova, torni primavera
e perdersi nell’aurea di quel fiore,
respiro leggero e sano, di donna
gentile di modi e parca di parole.

La stessa che compresi a me vicino,
annuncio di promessa convissuta,
poi che fummo d’Arezzo in quel di Piero,
uno da Roma, lei dal Casentino.

v.v. 7.2013



Ai gemelli

Siete giunti, amorini, luci nette
nel cielo terso d’aspra primavera,
in buia notte noi logori e stanchi,
voi teneri bimbi nudi e franchi,
tremule voci, vita che s’avvera
tra mani trepide, da genti schiette.

Sorgenti e fonti di nuove speranze,
sorrisi, gaie grida, impeti e scatti,
acerbi auspici di un chiaro mattino,
segnino l’alba di un sereno cammino
di intenti, sogni e generosi slanci
tra fraterni affetti, tra ricordanze.


v.v. '13



A Giulia e gemelli

ai figli dei nostri figli,
alle luci, piogge e venti
dei quali godranno
splendori, frescure e carezze,
un pensiero sia loro vicino,
oltre ogni memoria.


v.v. '13





Eden

Si rinasce ogni volta come è stato
da quando la memoria ci stupisce.
Al principio, l’armonia del creato,
l’unità del sentire universale.
Poi, fatale, dal sè che percepisce
al centro di tutto si risveglia l’Io.
Non è superbia, nè peccato; è un dato;
l’albero della vita è la coscienza,
che all’uomo dona il regno della terra,
e lo distingue dal resto del creato.


v.v. '13




La scelta

Senza affetti, che resta della vita?
Un duro, acuto silenzio.
Senza principi, che resta della vita?
Una assenza continua di senso.
E spogli di passioni e desideri?
Il nulla, il grigiore, l'angoscia
in uno spazio vuoto e senza fine.

v.v. '13









Risveglio

Come da notte il giorno,
dalle forze del cosmo
e dal moto del Caos,
la luce, il logo, la vita.


v.v. 11.'13




E’ ora

Anima del mondo,
dei cieli, del tempo e dei misteri,
ascolta, ti prego, le sillabe
- gocce di pena,
di speranze sfiorite,
mai prima proferite:
è ora, dai pace;
ascolta, è ora,
dai pace,

pace.


v.v. '14




Alla luna

Astro di luce riflessa
che declinando il moto e le stagioni
alto squaderni il tuo nitore e, lento,
- nel silenzio di una solitudine
che rapisce e consola -
all’aurora di scorrere illudi
oltre l’orizzonte, all’infinito,

a te l’incanto del primo stupore,
l’acerbo destarsi alla fiducia,
l’uso poi discreto di una vita
in non dette parole.
Le stesse che, tardo d’età
e di speranze avaro,
in attesa di un mattino
che il destino dispieghi,
nel candore del tuo alterno vagare
ora, smarrito, vorrei ritrovare.


v.v. '15





da:
FIGURE FRAGILI, parole e immagini, 3 (2015)
_ GOOGLE 
_ AMAZON 




Inverno

Se fossi foglia
frustata dal vento
meno soffrirei
senza senso
senza respiro
al gelo sperso.


v.v. '16






ROMA, di Johann Wolfgang Goethe, Charles Dickens, Silvio Negro

Johann Wolfgang Goethe, Viaggio a Roma, Nov. 1786 - Apr. 1788, Intra Moenia, 2015.
Charles Dickens, Impressioni di Roma / Pictures from Rome, 1846, Intra Moenia, 2015.
Silvio Negro, Seconda Roma, 1815 - 1870, Neri Pozza, 2015.






CONVITTO NAZIONALE V.E. II, ROMA, 1935 - 2015

Il 18 Dicembre 2015 il Convitto Nazionale ha celebrato l'Ottantesimo dalla fondazione.
Convittore, e poi istitutore, ho vissuto in quel collegio otto anni, dal 1946 al 1953.
Nella registrazione della cerimonia, posta in rete dall'Associazione Amici del Convitto, nel filmato di fondo pagina vi sono miei ricordi su Roma nel dopoguerra e riflessioni sulla città di oggi.


 




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